mercoledì, 29 Giugno 2022

UN’ISOLA PEDONALE SÌ, MA CON INTELLIGENZA

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Il Comitato per i Diritti del Cittadino lamenta l’assenza, a Modica, di un’isola pedonale. Non esiste città, specie se città d’arte, che non abbia una zona vietata al traffico veicolare in modo da consentire a cittadini e turisti di godersi a piedi i monumenti, di incontrarsi, passeggiare, insomma di vivere liberamente quella parte della città.

Questo problema invero non è la prima volta che viene affrontato, anzi sono decenni che le varie amministrazioni lo dibattono, decidono, delimitano uno spazio, che s’identifica regolarmente col Corso Umberto, definito il “salotto buono” di Modica, poi sono costrette a riportare la situazione all’origine, cioè a consentire il traffico automobilistico lungo quest’arteria. Ogni volta si cerca di attribuire la colpa di aver fatto fallire il progetto ai commercianti, a una o all’altra forza politica, a misteriosi interessi di qualcuno ancor più misterioso. La realtà invece è molto semplice: il Corso Umberto è l’unica arteria che consenta di attraversare la città in tempi relativamente brevi e, se questo attraversamento riguardasse solo il modicano che va a passeggio in macchina o finanche a sbrigare i suoi affari da un capo all’altro della città, la cosa potrebbe apparire di secondaria importanza, ma quando si deve considerare che un’autoambulanza costretta a percorrere un dedalo di stradine strette e disagevoli potrebbe non arrivare in tempo per salvare un malato, allora il discorso cambia. E non è nemmeno un’ipotesi puramente accademica quella che stiamo facendo: è successo appena un paio d’anni fa. Non ricordiamo se il paziente poi si sia ugualmente salvato o meno, ma in quell’occasione raggiungere l’ammalato fu problematico e, ripetiamo, richiese tempi molto lunghi.

A questo punto, riteniamo che, per raggiungere un risultato che consenta la creazione di un’isola pedonale senza danneggiare la funzionalità della città e non mettere a rischio i suoi abitanti, non ci siano che due soluzioni. La prima, che è stata più volte studiata e proposta anche in passato, sarebbe quella di creare una strada alternativa al Corso Umberto, un percorso veloce parallelo al centro, che permetta alle auto di raggiungere velocemente i vari punti della città. Crediamo che alla creazione di questa strada si debba arrivare comunque prima o poi, perché una strada a scorrimento veloce è indispensabile in qualsiasi città delle dimensioni della nostra e il Corso Umberto di sicuro a scorrimento veloce non è. Si tratta, ovviamente, di una soluzione che richiede tempo e danaro, pertanto potrebbe essere praticabile in futuro e in un futuro nemmeno si sa quanto prossimo. Nel frattempo (ma perché solo nel frattempo?) si potrebbe adottare un’altra soluzione che, a nostro modo di vedere, dal punto di vista storico-artistico presenterebbe anche un fascino maggiore. Il Corso Umberto, proprio perché considerato da sempre il centro cittadino, è stato aggredito dai cambiamenti, un tempo consentiti, poi consentiti solo in parte, infine vietati, ma in Italia, si sa, i divieti sono solo suggerimenti. Sono scomparsi i ponti sul fiume che ne facevano la “Venezia del Sud”, sono sorti palazzi orrendi che ne deturpano la fisionomia mettendo in dubbio la bellezza della nostra città, bellezza che invece è rimasta intatta in numerose stradine e piazzette che al Corso Umberto fanno da cornice. Perché dunque non scegliere fra queste una o anche più zone in cui interdire il traffico veicolare trasformandole in “salottini buoni” del centro storico? I turisti, ma anche tanti modicani, scoprirebbero proprio quei punti di maggior fascino che oggi da tanti sono ancora ignorati. Ci sono quartieri interdetti al traffico per la loro stessa natura. Perché non valorizzarli? Perché non trasferire lì la passeggiata serale dei modicani? Chi viene a Modica da un’altra città e decide di scoprirla davvero, è proprio da questi quartieri che resta affascinato e soggiogato, non certo dal più banale Corso Umberto. Perché non devono farlo anche i modicani?

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