venerdì, 30 Settembre 2022

IL PELLEGRINAGGIO MONDIALE DELLE RELIQUIE DI DON BOSCO, PATRONO DEGLI APPRENDISTI ITALIANI SI È FERMATO ANCHE A MODICA

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Un tour lungo sei anni quello intrapreso dall’urna di Don Bosco, cominciato nel 2009, 150° anniversario della fondazione della famiglia salesiana, per terminare nel 2015, quando ricorrerà il bicentenario della nascita del prete che dedicò il suo carisma ai giovani.

Il viaggio attraversa i cinque continenti, toccando 130 paesi in cui sono presenti i salesiani.

Proprio come nella Torino del diciannovesimo secolo, quando il prete si muoveva per andare incontro ai giovani di strada, così oggi Don Bosco torna in mezzo ai suoi ragazzi, in giro per il mondo.

Fittissimo il calendario degli appuntamenti nella nostra isola, che sta coinvolgendo una settantina di Istituti siciliani tra salesiani e figlie di Maria Ausiliatrice. Iniziando dal primo novembre, infatti,  le reliquie del Santo si sono fermate a Messina, Alì Terme, Taormina e al PalaCatania, dove oltre 5.000 devoti hanno partecipato all’omelia del Rettor Maggiore Don Pasqual Chavez Villanueva (religioso della Società Salesiana di San Giovanni Bosco, ordinato prete l’8 dicembre del 1973 a Guadalajara e trasferitosi poi in Italia dove ha completato la sua formazione; il XXV capitolo generale dell’Istituto, riunitosi a Roma il 3 aprile 2002, lo ha eletto Rettore Maggiore della Congregazione e IX successore di Don Bosco), per finire poi il 20 novembre ad Alcamo.

Già il 25 ottobre, in attesa del Santo, è stato presentato a Modica presso il Teatro Garibaldi, un musical dedicato a Don Bosco “Anch’io mi chiamo Giovanni” a cura del gruppo CGS “Life”, con le musiche di Armando Bellocchi e i testi di Giuseppina Bellocchi, alle ore 17 il primo spettacolo rivolto alle scuole e ai ragazzi degli oratori salesiani e alle 21 il secondo per tutti i devoti modicani.

L’urna con le reliquie di Don Bosco il 4 e il 5 di novembre del corrente anno 2013, si è quindi fermata anche a Modica ed è stata accolta da una gran folla di fedeli e di giovani degli oratori degli istituti salesiani di Don Bosco, dai giovani di “San Domenico Savio” di Modica Alta, insieme a Don Giuseppe Favaccio, parroco della chiesa Maria Ausiliatrice che si trova proprio all’interno dell’Istituto Salesiano, dai ragazzi del Centro Polivalente Fma “Laura Vicuna” di Modica Sorda, accompagnati da Suor Cosima Cagnano e Suor Francesca Trombadore; non mancavano i piccoli salesiani della chiesa di Sant’Anna e tutti insieme hanno animato Piazza Matteotti fino all’arrivo del Santo, con inni, lodi e balli, ai quali hanno partecipato massicciamente anche tutti i presenti.

La commozione all’arrivo della statua, contenente il braccio destro di Don Bosco (arrivava da Pozzallo), chiusa nell’urna di vetro, è stata tangibile, grida di gioia e poi anche un attimo di composto silenzio di tutti i presenti. Ad attenderla il Sindaco della città, Ignazio Abbate, i Vigili Urbani in uniforme e non è mancata la presenza dei Vigili del Fuoco con il capo distaccamento Clemente Puglisi  e i Vigili Nino Alecce ed Emanuele Canzoniere, dell’arma dei Carabinieri con il maresciallo  Antonio Nobile e il maresciallo Davide Volpe, la Guardia di Finanza con il maresciallo Giuseppe Di Rosolini e il tenente Matteo Tagliabue.

Dopo il discorso degli organizzatori salesiani e del sindaco e un dialogo recitato dai ragazzi per Don Bosco, l’urna è stata accompagnata in processione presso la Chiesa di San Pietro, dove si è tenuta una solenne Celebrazione Eucaristica, presieduta dal Vescovo di Noto mons. Antonio Staglianò.

L’urna è stata poi accompagnata presso la casa del defunto Nino Baglieri, grande devoto del Santo, e futuro primo Santo Salesiano della Sicilia, che nel 1982 era entrato a far parte della famiglia salesiana con la promessa di Cooperatore salesiano. In un’intervista telefonica fattagli da Luigi Accattoli per l‘Eco di San Gabriele e pubblicata nel dicembre 1997 diceva “Anche se sono stato privato dei movimenti e di tutto quello che il mondo avrebbe potuto darmi, il Signore mi da tanto di più: il suo grande amore mi sta facendo vivere i veri valori della vita. So che le mie sofferenze non sono inutili, servono a qualcuno, a qualcosa. Non importa essere malati o invalidi, l’importante è vivere per Lui, con Lui, in Lui”.

Con una veglia di preghiera cittadina presso la Chiesa di Maria Ausiliatrice (divenuta poi anche veglia notturna grazie a Don Giuseppe che ha lasciato aperta la chiesa per tutti coloro che volevano pregare e non lasciare solo il Santo), l’urna si è fermata per la notte.

Il 5 novembre, dopo la Celebrazione Eucaristica delle 7.00 presieduta dall’Ispettore dei Salesiani don Gianni Mazzali, il Santo ha incontrato gli alunni delle scuole elementari e medie di “Piano Gesù” e  di “E. De Amicis “, per poi giungere fino alla Sorda.

Infine, la visita tanto attesa presso il Centro Polivalente Fma “Laura Vicuna” a Modica Sacro Cuore, con i ragazzi dell’oratorio salesiano che lo hanno accolto felici nella sua casa, poi partenza per Ragusa.

Ma conosciamo tutti la vita di Don Bosco? O meglio, conosciamo tutti San Giovanni Bosco, il Santo che accoglieva i giovani più disagiati, i piccoli rapinatori, i ragazzi della strada, i piccoli orfani e insegnava loro un lavoro?

Don Bosco nasce il 16 agosto 1815 a Castelnuovo d’Asti, oggi Castelnuovo Don Bosco (Torino).

Rimasto orfano di padre all’età di due anni, cresce educato dalla madre, Mamma Margherita, e porta dentro il cuore un sogno: studiare per essere prete e aiutare tanti altri ragazzi e giovani a diventare  “onesti cittadini e buoni cristiani”.

Deve affrontare difficoltà, fatiche, sofferenze senza numero ma alla fine, il 5 giugno 1841, diventa sacerdote e l’8 dicembre di quello stesso anno incontra il primo di una catena sterminata di ragazzi: è Bartolomeo Garelli, con il quale recita un Ave Maria, quasi a mettere nelle mani della Madonna la nascita di quella che sarà la sua Opera Educativa, chiamata poi Oratorio e che troverà finalmente stabile dimora a Torino-Valdocchio nell’aprile del 1846.

Da quel momento Don Bosco, spenderà tutta la sua vita solo per i suoi ragazzi. Saranno i suoi ragazzi stessi ad aiutarlo nella grande impresa educativa che nel 1859 divenne Congregazione, denominata Salesiana, ispirata alla bontà e alla cordiale carità di un santo vescovo di Ginevra, San Francesco di Sales.

Don Bosco aveva capito che queste erano due virtù indispensabili per lavorare con gli adolescenti e i giovani e la cosa meravigliosa è che nell’arco di pochi decenni si moltiplicarono le presenze di questa Congregazione in Piemonte e, da lì, in Italia, in Francia, in Spagna, fino all’Argentina nel 1875, quando i suoi membri, i Salesiani, partono e fondano anche in altre terre opere giovanili, educative e missionarie. Da allora ad oggi sono 135 le spedizioni missionarie realizzate e l’opera di Don Bosco si è estesa in tutto il mondo. I Salesiani di Don Bosco oggi sono oltre 16.800, presenti in 125 nazioni, e lavorano in 1592 opere.

Don Bosco si spegne il 31 gennaio 1888 dando ai suoi giovani un appuntamento: “Vi aspetto tutti in Paradiso!”.

Don Bosco venne dichiarato venerabile nel 1907, beato nel 1929 e santo nel giorno di Pasqua, il 1° aprile, del 1934. Il 31 gennaio 1958, Papa Pio XII, su proposta del Ministro del Lavoro in Italia, lo ha dichiarato “patrono degli apprendisti italiani”.

Sulle maglie indossate dai giovani salesiani stava scritto “nel cuore di Dio, fino all’ultimo respiro”.

Sofia Ruta

 

 

 

 

 

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