domenica, 25 Settembre 2022

UN SOGNO IMPOSSIBILE?

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Dopo aver tenuto compagnia per tanti anni ai modicani informandoli e divertendoli, Radio Mediterraneo chiude le sue trasmissioni: d’ora in poi trasmetterà solo musica e i notiziari richiesti per legge. E’ questa una notizia molto triste, anche se ci conforta il pensiero che forse un giorno potrà riprendere le belle trasmissioni alle quali eravamo abituati. Insomma, ci auguriamo che si tratti solo di un ridimensionamento momentaneo nella speranza che l’Italia riesca a uscire in tempo dalla crisi.

Già, in tempo. Le imprese ormai sono in ginocchio, non sono in grado di pagare i creditori che incalzano e sono costrette a chiudere. Questo però comporta che i creditori, a loro volta imprese, si troveranno a non poter pagare i loro creditori e dovranno chiudere anche loro. E così via, in una catena di desolazione e sconfitta. Fra qualche anno, ci dicono i nostri governanti, la crisi sarà superata: anche fosse, che cosa sarà rimasto? Quante imprese saranno riuscite a resistere fino a quel giorno? Quanti lavoratori saranno stati licenziati nel frattempo? Quanti si saranno buttati dal ponte più vicino per la disperazione di non poter sfamare la propria famiglia? E tutto questo mentre circolano su internet notizie di rimborsi ottenuti dai parlamentari e senatori persino per i regali ai nipotini! La gente si chiede come può fare a invertire questa tendenza, come può recuperare per sé il diritto di scegliere dei rappresentanti (coloro cioè ai quali abbiamo conferito la procura per curare i nostri interessi, questo non ci stancheremo mai di ricordarlo) che eseguano correttamente il loro mandato. Oggi ci sentiamo più servi della gleba che cittadini e vediamo i nostri governanti come questi vedevano i loro zar. E sappiamo tutti a che cosa ciò ha portato.

Quello che proprio non riusciamo a capire è come sia possibile che queste considerazioni non vengano in mente a chi decide le sorti del nostro Paese. Come possano pensare di andare avanti coi loro apparati, la loro burocrazia, i loro privilegi, quando milioni di persone sono diventati, sulla propria pelle, consapevoli del tradimento che è stato fatto alla democrazia. Dalla massaia all’operaio, dall’impiegato al professionista, tutti ormai hanno capito: basta ascoltare le conversazioni mentre si fa la fila alla posta o nella sala d’aspetto d’un dentista. Le percentuali dei votanti crollano vertiginosamente finché non resteranno che gli addetti ai lavori a scegliere, anzi a scegliersi l’un l’altro, a dimostrare che è solo un’oligarchia quella che ci governa, anzi no, che ci domina e ci controlla.

Confessiamo che il timore per quello che potrà accadere nel nostro paese è forte. L’italiano non è portato alla violenza, anzi tende ad accettare la propria sorte con fatalismo, ma quando la disperazione è troppa finisce per stravolgere anche la rassegnazione. Eppure i nostri piccoli zar e zarine continuano a litigare fra di loro per arraffare un pizzico di potere in più e aggiungere tanti euro nei loro forzieri. Possiamo solo augurarci che nelle loro teste si accenda la lampadina della consapevolezza, che trovino il coraggio e l’intelligenza di capire che, se per salvare l’Italia occorre sacrificio, quel sacrificio deve essere anche il loro. Che lo capiscano prima che sia troppo tardi in modo da recuperare la fiducia degli italiani e la capacità di governarli. E’ un sogno impossibile?

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