giovedì, 12 dicembre 2019
manifestazione natalizia 3

BUON NATALE, ITALIA!

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Il colpo di grazia alla credibilità del nostro Paese è arrivato come doppio dono di Natale: la fuga del serial killer da Marassi e l’orrore di Lampedusa. In ambedue i casi, ampiamente sviscerati da media manipolati e manipolatori, dunque obiettivamente lontani dalla ricerca della verità ed invece vicinissimi alla tutela degli interessi di parte, quello che salta agli occhi è la criminale stupidità di certe leggi emanate in odore di garantismo-a-tutti-i-costi, ma fatte male, capaci di generare sofferenze e ingiustizie ancora peggiori del problema che si intendeva risolvere.

La legge Merlin abolì la vergogna dello Stato puttaniere, ma ha gettato migliaia di donne sulla strada, schiave di sfruttatori violenti e spietati e senza tutele sanitarie. Si sarebbe dovuta regolamentare la professione, riconoscendole diritti e doveri, ma la natura peccaminosa di essa non poteva essere ufficializzata nell’ambito rigidamente cattolico dominato dalla DC.

La legge Basaglia fece chiudere i manicomi, che erano vere e proprie fucine di orrori, ma ha rimpallato sulle famiglie, spesso impreparate o impossibilitate a sopportarlo, l’insostenibile onere della cura e della sorveglianza degli alienati, talvolta con esiti infausti. Prima di gettare dei malati psichiatrici in mezzo  a un mondo incapace di accoglierli, sarebbe stato meglio predisporre dei servizi di appoggio o delle strutture adeguate a supportare chi si sarebbe dovuto far carico del problema.

La legge Bossi-Fini non riesce a fermare il flusso dei migranti, lascia che vengano accolti ma poi, a tutti gli effetti, li carcera incolpevoli per periodi lunghissimi nei centri di accoglienza per il riconoscimento e il rimpatrio. Sul perché di questi tempi biblici c’è da farsi la solita domanda: cui prodest? Chi è che specula sulla pelle di questa povera gente, sprecando i soldi dei contribuenti? Se è vero che la comunità europea ha stanziato dei cospicui fondi per aiutare l’Italia a migliorare l’accoglienza, perché non sono stati spesi? Dove sono finiti? Nei centri sovraffollati di gente che si ritrova prigioniera ovviamente succede di tutto, e le rivolte spesso producono danneggiamenti gravi alle strutture che, tuttavia, devono continuare ad “accogliere”. La povera Lampedusa, costretta dalla sua posizione geografica ad essere presa di mira da tutti quelli che fuggono dall’Africa e dal Medio Oriente, è continuamente sotto i riflettori: inondata da strazianti manifestazioni di pietà (e di politici in passerella…) per le centinaia di vittime del naufragio più tragico della storia recente del Mediterraneo, fonte di sdegno per la sorte degli scampati, che non potendo fisicamente essere messi al coperto, erano costretti a sguazzare nel fango sotto la pioggia battente, riparati da sacchi di plastica e da materassi di gommapiuma fradici, infine additata al pubblico ludibrio per le scene della disinfestazione, degne di un lager. E’ chiaro che questa piccola isola lontana dalla terraferma non può e non deve essere ridotta a luogo di pena: i lampedusani accolgono volentieri chi è nel bisogno, anche nelle proprie case, ma non possono essere lasciati nel totale abbandono. Piuttosto che accogliere per poi carcerare e respingere, meglio sarebbe, in accordo con i paesi dell’UE se non addirittura dell’ONU, impegnarsi a fare in modo che la gente non sia costretta a migrare. Il volontariato internazionale è fortemente impegnato sul fronte della sanità, dell’educazione scolastica, dell’agricoltura, ma ci sono cose che esso non può fare. Solo bloccando le speculazioni e i monopoli che sfruttano a morte le risorse naturali di questi paesi, ed evitando di fomentare conflitti locali vendendo armi alle fazioni in guerra si potrà dire di aver fatto qualcosa di costruttivo, ma per ora è pura fantascienza.

Infine, la Giustizia. La lunghezza dei processi è di per se stessa garanzia di ingiustizia e fonte di sovraffollamento delle carceri. Certi reati minori non dovrebbero portare in prigione ma ai domiciliari con l’obbligo del lavoro in campo di assistenza sociale: tenendoli lontani dalle galere, vere università del crimine, tanti ragazzi potrebbero essere recuperati. Il patteggiamento consente ai colpevoli di ottenere un consistente accorciamento della pena, così come il pentitismo: questo porta all’incertezza della pena e alla scarsa tutela delle vittime. I permessi che consentono l’uscita temporanea dei detenuti sono mal regolati, tanto da consentire a un pluriassassino stupratore rapinatore, già evaso cinque volte, di filarsela armato! Izzo, uno dei mostri del Circeo, in permesso premio uccise una madre con sua figlia, non dimentichiamocelo. I fascicoli di certi personaggi non possono essere sconosciuti a chi può concedere un fatale permesso premio. Non lamentiamoci poi se c’è chi vorrebbe la pena di morte, ma non si potrebbe buttare la chiave ?

Nel paese di Pulcinella se rubi una mela ti sbattono dentro e si dimenticano di te, se rubi forte allo Stato finisci in Parlamento, e per schiodarti dalla poltrona ce ne vuole assai. Se ammazzi qualche trans e qualche prostituta sei incapace di intendere e di volere e te la cavi con pochi anni di manicomio criminale, se spari ad un rapinatore che ti sta massacrando di botte e lo stendi, finisci dentro per omicidio volontario da eccesso di difesa. Mah…

Buon Natale, Italia!

Lavinia Paola de Naro Papa

 

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