domenica, 17 ottobre 2021
l'editoriale di Luisa Montù

NON LI FERMA NEMMENO IL RIDICOLO

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Se il cittadino italiano riuscisse a vedere il suo paese dall’esterno, come al cinema, senza insomma dover patire sulla propria pelle quello che vi accade, probabilmente si divertirebbe un mondo. Come sicuramente si divertono gli stranieri che hanno occasione di avere notizia dei bizzarri comportamenti di chi ci governa.

Sono di questi ultimi giorni due perle del nostro governo: la richiesta di restituzione degli scatti di anzianità agli insegnanti e l’annullamento delle elezioni regionali del 2010 in Piemonte.

La prima perla è talmente vergognosa da diventare grottesca e cadere nel ridicolo, perché si finisce sempre per ridere davanti agli eccessi, per tragici che siano. Un eccesso più… eccessivo proprio non riusciamo a immaginarlo. Dopo che sono stati resi noti in tutto il mondo gli stipendi faraonici dell’oligarchia che ci padroneggia fino ai rimborsi spese per gli acquisti meno rimborsabili come le slip o i regali natalizi per i nipotini, si ha il coraggio di chiedere la restituzione degli scatti di anzianità (miserrimi) erogati alla categoria più importante per la crescita di un paese, cioè quella degli insegnanti, che già viene pagata con uno stipendio da fame pur essendo quella alla quale affidiamo l’educazione dei nostri figli, quindi l’educazione della Nazione futura! All’estero, dove gli insegnanti hanno stipendi ben più dignitosi dei nostri, che avranno fatto nell’apprendere questa notizia? Avranno riso fino a cadere dalle sedie! La folle decisione poi è rientrata, forse perché l’eco delle risate è penetrata nelle menti brillanti che l’avevano formulata. Che il senso di vergogna, seppur flebile, esista ancora?

La seconda perla è ancora più ridicola, perché, dopo che erano passati ben quattro anni dalle elezioni regionali in Piemonte, il Tar ha deciso di annullarle per la presenza di firme non valide in una delle liste che erano state ammesse alle consultazioni. In pratica, si è arrivati quasi allo scadere del mandato del governatore del Piemonte per deliberare che le elezioni che l’avevano scelto non erano valide. E adesso? Teoricamente, tutto quello che questi ha fatto, le decisioni che ha preso durante il suo mandato dovrebbero essere cancellati perché lui non aveva l’autorità per operare e decidere, insomma si dovrebbe tornare indietro di quattro anni e tornare indietro, nella vita reale, si dà il caso che non si possa. E’ ovvio che il modo di scavalcare la pronuncia del Tar si troverà, come si fa sempre nel nostro paese, dove le leggi esistono perché quei rompiscatole dei romani, nostri antenati, ce le hanno lasciate in eredità, ma col passare dei secoli noi drittoni siamo riusciti a modificarle pezzo a pezzo a tal punto da togliere loro qualsiasi significato, se no come avremmo fatto ad arrivare ai nostri giorni comportandoci esattamente nel modo opposto a quello indicato dalle norme pur senza contravvenirvi ma semplicemente interpretandole nel modo più comodo? Da come sono state enunciate, infatti, questa è la sola cosa che risulta evidente e di facile interpretazione.

A queste due perle si aggiunge la dichiarazione dell’astro nascente della sinistra italiana, Matteo Renzi, che afferma di trovarsi in perfetta sintonia col personaggio che proprio la sinistra aveva considerato per anni come la sua bestia nera e la cui condanna con sentenza definitiva l’autorizzava a chiederne l’allontanamento dalla politica. Non solo, ma arriva persino a elaborare con lui un nuovo modello di legge elettorale, che, per quel che ne abbiamo potuto sapere, mortifica l’elettore ancor più di quella precedente anche se garantisce la governabilità del Paese (da “porcello” a “porcellone”?).

Per distrarre i cittadini dal ridicolo che il nostro Paese mette in piazza, si dedicano intere pagine di giornali e lunghe trasmissioni televisive alla liaison del presidente Holland. Udite udite, il Presidente della Francia ha un’amante e la va a trovare in moto! Capito? Un’amante sola che raggiunge romanticamente su due ruote, niente a che vedere con l’italico bunga bunga! Gli italiani si guardano in faccia perplessi e attribuiscono al solito sciovinismo dei francesi questo patetico tentativo di farsa. Vorrebbero essere più ridicoli di noi? Non si facciano illusioni: noi, non ci batte nessuno!

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