domenica, 25 Settembre 2022

A CCHI N’ARRIDUCIEMU!

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L’Italia invecchia e la pubblicità si adegua. In realtà c’è chi ancora, nonostante tutto, continua a procreare ma, essendo quasi sempre extracomunitario a reddito basso – adesso si dice incapiente – non interessa al mercato.

Così, mentre stai a cena e centellini la tua minestrina, la televisione ti migliora l’appetito con dentiere instabili, signore che hanno problemi in ascensore, ossa fragili e giunture doloranti. Cabine doccia rasoterra e vasche da bagno apribili, montascale, reti elettricamente comandate e supermaterassi “in lattice e memory” occupano vasti spazi allo scopo di allettare l’anziano all’acquisto, ma senza comunicare mai il vero costo dell’oggetto del desiderio. Da poco viene proposta anche la pressa per stirare comodamente sedute… ma a che prezzo? In ribasso invece sono le poltrone motorizzate capaci di scodellare il nonno: che qualcuno si sia rotto il femore buttato a terra dalla poltrona?

I pochi giovani che compaiono sui teleschermi sono malaticci o deficienti. C’è chi è reso idiota dal mal di testa e non vede il salvifico cachet anche se la sposina glielo sbatte davanti, ad altri sanguinano le gengive, altri stanno in piedi solo per merito degli integratori multivitaminici. C’è anche il cecato che sbaglia curva allo stadio perché senza occhiali!

Per arrivare in tv un bimbo deve avere almeno la possibilità di liberarsi dal fastidio del pannolino superassorbente delle precedenti pubblicità, che arrivavano a contenere litri di pipì senza fughe indesiderate, ma che inevitabilmente pesavano chili: adesso i filtranti speciali distribuiscono il peso su tutta la superficie, così il pupo corre festoso… finché non arriva la pupù liquida! Ma la mamma, con apposita salviettina imbevuta, pulisce e poi bacia estatica il roseo culetto!

Al fastidio della diffusione martellante del concetto di caducità della vita e dell’inevitabile decadimento fisico, si aggiunge l’insopportabile uso dell’eufemismo.

La pipì è sempre azzurra, l’anziano che entra nella vasca con lo sportello è un quarantenne travestito da settantenne, la signora che usa il montascale per portare su un vaso di basilico è una nonna fichissima che da poco ha smesso di sfilare da top model. Quando questa nonna ha problemi d’incontinenza, mette apposite mutandine, si infila candidi, aderentissimi pantaloni e va a farsi una gioiosa pedalata in bici per raggiunger al parco il nonno che, munito di invisibili apparecchi acustici, si fa felicemente assordare dai nipotini.

E la cellulite? E le maniglie dell’amore? E le vene varicose? Quindicenni androgine prive di curve, palestrati lisci come biliardi con la tartaruga in bella mostra, gambe snelle e tornite vogliono convincerci dell’efficacia di cremine e pasticche: questa ipocrisia è offensiva per chi sa quanto sia dolorosa la cellulite, quanto pericolosa una varice, quanto invalidante un maniglione da panico di lardo addominale.

Signori pubblicitari, lasciateci invecchiare in santa pace, non proponeteci modelli inarrivabili, non offendeteci con proposte di acquisti improponibili per pensionati al minimo, che siamo in maggioranza assoluta! La verità è che la vecchiaia, prima che business, è inevitabile decadenza da vivere con consapevolezza e serena accettazione. Al massimo, come dicevano i nostri avi, potremmo abbandonarci a qualche momento di autocommiserazione: Maria, a cchi n’arriduciemmo!

L.dNP

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