domenica, 25 Settembre 2022

NASCERÀ LA VERA EUROPA?

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Sorprendenti i risultati delle ultime elezioni europee. Sorprendenti, sì, ma non per le ragioni che sono state enunciate da quei commentatori che hanno accolto con sorpresa la vittoria di Renzi e hanno visto come una sconfitta il secondo posto del Movimento 5 Stelle. A noi il successo di Renzi appariva scontato, mentre arrivare al secondo posto da parte di un movimento nato appena da un anno ci sembra un grosso successo, tanto più che ci pare che la campagna elettorale da questo portata avanti sia stata infarcita di errori, il più grave dei quali è stato l’aver rifiutato il mezzo televisivo, col rischio, che poi si è rivelato una realtà, di veder travisati (consapevolmente o semplicemente per una cattiva interpretazione) molti comportamenti. Questo è dimostrato dal fatto che il maggior numero di voti appartiene ai giovani, coloro cioè che sono soliti usare la rete per attingere informazioni, mentre la parte di popolazione più anziana ha preferito rivolgersi alla politica tradizionale. I grillini hanno interpretato questo dato come un rifiuto del cambiamento da parte di chi giovane non è più. Noi saremmo più portati ad attribuirlo piuttosto a una scarsa o nulla frequentazione della rete. Non sappiamo se i loro voti avrebbero comunque scelto la politica tradizionale, ma non ne abbiamo la controprova. Adesso sembra che Grillo si stia avvicinando alla destra europea e ci chiediamo se questo non spiazzerà molti suoi seguaci provenienti da posizioni di estrema sinistra o di sinistra avanzata, e anche questo ci pare un grave errore da parte del Movimento, perché, anche se destra e sinistra hanno perso ormai gran parte del loro significato, resta comunque nella destra un’aspirazione di ritorno al passato e nella sinistra il desiderio di proiettarsi verso un futuro migliore, ed è proprio questo, ci pare, che chiedono i grillini.

Gli euroscettici certamente hanno ragione, visto che l’unione dell’Europa si è concretizzata in maniera molto diversa da come i tanti europeisti che per quell’idea avevano combattuto l’avevano immaginata. Veniva auspicata infatti un’assoluta parità e sovranità fra gli Stati membri e la moneta unica era intesa solo come una delle tanti componenti di un’unione reale, quello che abbiamo oggi invece è un insieme di Stati sottomessi a una centralità bancaria, in cui solo la Germania si pone come nazione guida. Lo scontento è inevitabile, tant’è vero che in queste elezioni si è visto un netto successo della destra in vari Stati, un successo che rischia di portare a un disgregamento dell’unione nel quale non riusciamo a vedere alcun giovamento. Insomma, sarebbe un chiaro tornare indietro, arroccandoci in una chiusura anacronistica che contrasta con tutto quello che ormai fa parte della nostra vita, dal linguaggio alla tecnologia, quindi con l’evoluzione inevitabile della razza umana. Insieme all’affermazione della destra vediamo infatti il nascere della xenofobia persino in quei paesi, come il nostro, in cui l’idea di razzismo era fino a poco tempo fa praticamente sconosciuta, la chiusura mentale di fronte ai problemi degli altri, l’avanzare di un egoismo, sia nei singoli che nei popoli, che pare arretrarci in un lontano passato, quando la vita umana contava molto poco. Tutto questo nasce dagli errori commessi dall’Europa, dalla miopia di un parlamento sovranazionale che non ha saputo gestire un’idea bellissima ma fragile perché proiettata nel futuro, e non l’ha saputa gestire perché composto da gente ancora arroccata nel passato, incapace di gestire il bene di tutti perché troppo egoista per superare il proprio.

Il successo della sinistra in Italia potrebbe dare al nostro paese la possibilità di contare di più all’interno della Comunità. Sempre che i nostri rappresentanti siano consapevoli della grande opportunità che si trovano a gestire. Ma si può gioire di questo solo in funzione di un banale egoismo personale.

La vera sorpresa di queste elezioni ci pare il superamento del quattro per cento da parte della lista Tsipras, che propone una visione dell’Europa diversa da quella fin qui praticata, una visione che si riallaccia a quella degli europeisti che per primi portarono avanti quest’idea, ma non nega l’Europa, tutt’altro. Vuole piuttosto un’Europa che rappresenti un’opportunità per tutti gli Stati membri e non un peso, che li aiuti a crescere e non li soffochi, che raccolga l’identità dei singoli Stati come una ricchezza e non per creare nuove separazioni, senza privilegiarne uno o più sugli altri, poiché non per questo era stata pensata ma perché fosse centro di civiltà e di progresso per sé e per tutti. In un certo senso, vuol dire tornare indietro, all’idea originale, e questo sicuramente non sarà facile e certo la lista Tsipras non potrà farcela da sola, anche se in Grecia i voti ottenuti sono stati tanti, ma si deve tentare, altrimenti si rischia la fine di questa creatura mal riuscita che non ha mai dato l’opportunità di farsi amare.

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