lunedì, 30 novembre 2020
fisco e previdenza

FISCO E PREVIDENZA: CHIARIMENTI PER IL CITTADINO (a cura di Giovanni Bucchieri)

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Ormai è assodato, l’Italia è in piena recessione e la crescita ci sarà solo dal 2015. E’ quanto affermato dal ministro del Tesoro Padoan nel corso dell’illustrazione della situazione italiana ai leader mondiali del G20 sabato 20 settembre scorso.  Questa situazione è ulteriormente ribadita dal Centro Studi della Confindustria che ha rivisto le stime ottimistiche delle settimane scorse ed ha affermato che l’Italia resta in recessione  con un  -0,4% del Pil nel 2014 e la crescita  di uno  +0,5%  è prevista nel 2015, tra l’altro  un obiettivo tutto da conquistare.  E tutto questo non fa star bene i cittadini italiani. Infatti da una ricerca del Censis di questi giorni si rileva che un italiano su tre teme di diventare povero.  Sarà necessario quindi soffrire ancora.

Per questo alcune novità di natura fiscale e previdenziale:

– E’ pronto il decreto che prevede che la dichiarazione dei redditi sarà precompilata dal 2015 per più di trenta milioni di cittadini. in futuro saranno inserite anche le detrazioni.

– Secondo l’Associazione dei Comuni la Tasi rischia di essere ben più cara dell’imu nella maggior parte dei Comuni  per molte famiglie italiane, in particolare  quelle più povere  e quelle con figli. Di contro sarà più leggera per chi sta meglio.

– Anche il Ministero dell’Economia si sottopone alla spending rieview; è infatti previsto un  taglio di ben 139 posizioni dirigenziali ed una significativa razionalizzazione degli spazi per gli uffici.

– L’Agenzia delle Entrate, con una recente circolare, chiarisce le nuove regole e i nuovi vincoli che incidono su versamenti dal primo ottobre prossimo per il pagamento con gli F24.  F24 cartaceo per il versamento di somme pari o inferiori a mille euro. L’unica condizione è che non ci siano crediti in compensazione. Una delle novità riguarda i privati che non potranno più presentare i modelli a saldo zero in formato cartaceo agli sportelli bancari, postali o agli Uffici della riscossione. Quindi per i piccoli contribuenti non titolari di partita iva si complica la vita. Alla faccia della semplificazione.

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