mercoledì, 29 Giugno 2022

IL BEL PAESE CHE VIVE D’IPOCRISIA

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Il 3 dicembre è stata la giornata internazionale delle persone con disabilità. L’Anfas Onlus di Modica ha emesso un comunicato sul quale ci sembra necessario riflettere tutti. Constata infatti la scarsa utilità dei servizi per disabili forniti attraverso i bandi, mentre il disabile, nella consapevolezza della propria disabilità, ha anche ben chiaro di quale tipo di servizi necessita e a chi rivolgersi perché questi gli siano forniti.

Quest’osservazione fondamentalmente giusta ci spinge ad analizzare la situazione del disabile nel nostro paese. La prima cosa che crediamo dovrebbe essere presa in considerazione è che la disabilità non è uno status identico per tutti coloro che ne sono portatori, mentre chi se ne occupa troppe volte lo fa come se invece lo fosse, col risultato di peggiorare la situazione. Purtroppo nella nostra società chi gestisce il pubblico vive della presunzione di sapere esattamente ciò che occorre alle esigenze di tutti e se, per conoscere i problemi di una città o di una nazione, potrebbe essere sufficiente viverla (non da privilegiati come coloro che decidono bensì da gente comune come quella che le decisioni le subisce), per conoscere i problemi dei disabili, e conseguentemente per fornire i relativi servizi, è necessario essere disabili.

Il più delle volte chi va a presentare la domanda per l’invalidità si deve recare in uffici ai quali si può accedere solo attraverso le scale perché gli ascensori, quando ci sono, non funzionano mai (sarà poi vero?), deve affrontare file interminabili e stressanti e spesso persino spese pesanti per qualcuno che lo possa accompagnare. E’ giusto? Certamente no, ma è anche degradante per il paese nel quale queste cose avvengono. Le strade sono pressoché impraticabili, sia per le carrozzine che per deambulare con le stampelle, i varchi appositi sono realizzati senza alcun criterio sia per come sono fatti che per il punto del marciapiede in cui si trovano e quasi nessuno, parcheggiando, si cura di lasciarli accessibili. Persino in molte cliniche i bagni tengono conto solo di alcuni tipi di disabilità e non si curano di tutti gli altri diventando inaccessibili per molti!

Nonostante le dichiarazioni da parte di tutti su una visione del mondo in cui tutti gli uomini hanno gli stessi diritti, di tutti si devono occupare le istituzioni, insomma le solite litanie che ascoltiamo ogni giorno e del cui contenuto siamo convinti noi, ma solo noi che contiamo niente, nella realtà dei fatti si vive come se il credo hitleriano del superuomo avesse trionfato, perché solo chi è bello, forte e potente trova il giusto spazio nella nostra società. Noi che scimmiottiamo gli americani inchinandoci alle loro feste, scopiazzando il loro linguaggio, ingozzandoci del loro cibo, adeguandoci insomma a tutto ciò che li rivela come una nazione giovane e ancora infantile, non siamo capaci di imparare da loro le conquiste sociali che, pur così giovani, sono stati capaci di raggiungere, una, fra tante, il rispetto della disabilità e la creazione di strumenti idonei ad alleviarla in modo concreto ed efficace.

Anche il 3 dicembre, come in altre innumerevoli giornate analoghe, gli italiani, che stanno rapidamente rinunciando al loro bellissimo linguaggio a favore di termini anglofoni, lo ritrovano per spendere tante belle parole. E basta.

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