mercoledì, 29 Giugno 2022

SANTA CROCE COME COGNE? NO, GRAZIE!

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L’orribile vicenda del piccolo Andrea Loris Stival ha purtroppo attivato le perversioni peggiori del solito carrozzone del circo mediatico. In una ridda di chiacchiere basate per lo più su illazioni, maldicenze e indiscrezioni si è buttato fango su un cittadino che, dando prova di volontà collaborativa, ha fatto il suo dovere, partecipando alle ricerche del bambino, e trovandolo. Adesso è indagato per una serie di reati che spazia dal rapimento e omicidio fino al possesso irregolare di munizioni; perquisite a pettine fitto due case, poste sotto sequestro due auto, serenità familiare compromessa.

I ROS e il RIS spargono Luminol a valanga: auguriamoci che non si pestino i piedi l’uno con l’altro, Carabinieri e Polizia si sono sempre amati poco.  I risultati di indagini basate solo su prove scientifiche sono stati troppo spesso fonte di battaglie giudiziarie estenuanti, combattute a suon di perizie che si smentiscono l’una con l’altra. Adesso i sospetti si addensano sulla mamma: troppe contraddizioni, strani atteggiamenti di collaborazione che le si ritorcono contro, le telecamere-spia che ne smentiscono i movimenti asseriti. Gli elementi per assistere a un dramma-fiction ci sono tutti: il carosello di criminologi, periti settori, psicologi e inviati speciali si è messo in moto alla grande.

Una domanda nasce spontanea: da dove escono tutte queste voci? C’è qualcuno tra gli investigatori che fa uscire notizie che sarebbe meglio tenere riservate? In un caso del genere è ovvio che si attivi il tam-tam di paese, ma per una buona riuscita delle investigazioni una certa prudenza non guasta. Il diritto di cronaca non può travalicare la tutela della privacy e dell’onorabilità delle persone, almeno fino a che non vi siano prove effettive di responsabilità. A chi e perché fa comodo attivare queste dinamiche? C’è qualcuno che ci lucra sopra?

Stupisce la gran quantità di telecamere presenti e funzionanti in una realtà cittadina piccola come Santa Croce: probabilmente non è un paese esente da eventi criminosi come si pensava. Il caporalato e lo sfruttamento di manodopera dell’est ed extracomunitario e lo spaccio di droghe sono fenomeni presenti nella zona e danno certamente problemi.

Non vogliamo che Santa Croce Camerina venga ricordata come Avetrana, Brembate o Cogne. Speriamo che gli investigatori sappiano fare il loro mestiere, e lo possano fare con calma, acume e saggezza. Auguriamoci che si arrivi presto a scoprire la verità sull’assurda e crudele fine di un bimbo di otto anni, e che possa riposare in pace.

ldnp

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