sabato, 3 Dicembre 2022

FISCO E PREVIDENZA: CHIARIMENTI PER IL CITTADINO (a cura di Giovanni Bucchieri)

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Pier Carlo Padoan, ministro dell’Economia e delle Finanze, giovedì 18 dicembre affermava che “la ripresa sarà debole nei prossimi trimestri, ma si rafforzerà”. Quindi, nonostante la grave crisi che stiamo attraversando si può ben sperare. Intanto la legge di stabilità nella notte tra venerdì 19 e sabato 20 dicembre è stata approvata dal Senato con 167 sì e 37 no, nessuno astenuto. Al solito, grande bagarre sul maxiemendamento presentato dal Governo, con un unico articolo e ben 755 commi.  C’è la conferma del bonus di 80 euro, l’abbattimento del cuneo, il Tfr in busta paga e la local tax rinviata al 2016. Nei prossimi giorni tratteremo in maniera più dettagliata la normativa approvata.

Vediamo ora alcune norme di natura fiscale, previdenziale ed assicurativa di interesse generale.

– Interessante il nuovo indirizzo dell’INAIL sui casi di infortunio in itinere. “Chi porta i figli a scuola resta tutelato dall’INAIL”. Infatti è previsto il risarcimento dell’infortunio capitato mentre si accompagna il figlio a scuola. Se il tragitto casa-lavoro è interrotto o deviato per la necessità familiare di dover portare un figlio a scuola, la tutela assicurativa dell’INAIL non s’interrompe ed il lavoratore ha diritto al risarcimento  come si trattasse di un infortunio in itinere.  Tutto questo è spiegato dalla stessa INAIL nella circolare n. 62/2014 con cui, finalmente, si cambia orientamento e si dispone l’applicazione del nuovo indirizzo sia ai futuri casi che a quelli non ancora chiusi.

– Dal primo gennaio 2015 entra in vigore il nuovo Isee. Con una precisazione del Ministero del Lavoro è stato detto che chi sta già beneficiando di prestazioni agevolate sulla base del vecchio indicatore non deve rinnovare la dichiarazione utilizzando le nuove regole all’inizio del 2015. Infatti potrà continuare ad usare il vecchio Isee fino alla naturale scadenza oppure fino al termine della prestazione. Comunque l’Inps con circolare n. 171 del 18 dicembre ha intanto fornito le prime indicazioni operative.

– Per chi dovrà andare in pensione: a partire dal primo gennaio 2016  si andrà in pensione quattro mesi più tardi. E’ questo l’effetto della cosiddetta “speranza di vita” calcolata dall’Istat ed ufficializzata nel decreto firmato il 16 dicembre scorso dai ministri del Lavoro e dell’Economia in attesa di pubblicazione sulla G.U.

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