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Le ricette della strega (a cura di Adele Susino)

Besciamella con carciofi e uova

Ingredienti:

6 carciofi, 6 uova, 500 gr di besciamella densa, 50 gr di parmigiano, q.b. di pepe nero, prezzemolo, mentuccia e aglio

Preparazione:

Preparare una besciamella densa e aromatizzarla con la noce moscata. Sbollentare, in acqua acidulata con limone, i cuori dei carciofi. Tritare prezzemolo, mentuccia e un’idea di aglio, inserire il trito dentro la cavità dei carciofi. In una pirofila fare uno strato con la besciamella, posizionare i cuori dei carciofi, condire con una macinata di pepe e dentro ogni carciofo inserire un uovo, spolverizzare con il parmigiano e infornare a 200° fino a doratura. Servire tiepido.




Il dolce gemellaggio




CONTRATTI TRATTATI PER TELEFONO? ATTENZIONE!

Nel tempo, il nostro, in cui i contratti coi vari gestori (di telefonia, luce e via dicendo) si concordano solo per telefono, dove una persona v’imbottisce di chiacchiere lanciate a velocità supersonica per convincerti che ti sta offrendo l’occasione della tua vita perché a una cifra ridicolmente bassa (per lei, anzi per il suo datore di lavoro) puoi avere tutti i servizi che avevi sempre sognato, succede che il malcapitato cliente s’illuda che davvero il costo affermato sia quello complessivo per il servizio offerto. Ai tempi in cui questo tipo di contratto si trattava, prima di concludersi, per iscritto, c’erano le note, riportate in caratteri minuscoli, che contenevano tutte le clausole di costi aggiuntivi, solo che ormai la gente aveva capito che le parole andavano lette tutte, con molta attenzione, specialmente quelle che parevano, a guardarle così, di scarsa importanza. Ecco allora la bella pensata: trattare i contratti per telefono, così da leggere ci sarà solo il prestampato da firmare ad attivazione avvenuta e poi arriverà una bolletta salata che saremo costretti a pagare perché, da polli, abbiamo abboccato a parole che, si sa, come tutte le parole se le porta il vento.

Se avete sky, ad esempio, vi tormenteranno con la pubblicità di on demand, che, affermano, è totalmente gratuito. Vero, il servizio è gratuito, ma per attivarlo occorre sostituire il vostro decoder. Certo, quello nuovo ve lo danno in comodato gratuito, ma per averlo dovete pagare una tantum 19 euro. Già a questo punto non è più totalmente gratuito come sostiene la pubblicità, ma voi pensate che pagare per una volta 19 euro non vi manderà in rovina, quindi acconsentite a farvelo istallare. Quando il tecnico addetto arriverà a casa vostra, vi chiederà la password per collegarsi a internet. E se voi internet non l’avete? Be’, dovrete fare un contratto di telefonia fissa, ovviamente. Diamo per scontato comunque che internet già l’abbiate. A questo punto vi collegheranno on demand e si metteranno a compilare il contratto cartaceo, poi, quasi distrattamente, vi diranno: “Tutto fatto, non c’è nulla da pagare. I 39 euro del wi-fi li troverà addebitati direttamente nella prima bolletta.” Di quali 39 euro parlano? Nessuno vi aveva fatto cenno quando avevate acconsentito a installare on demand. Non doveva essere gratis? Siamo già a 58 euro. Magari spendere 58 euro può pure essere uno scherzo, ma essere presi in giro mica lo è. Se una pubblicità dichiara che un servizio è totalmente gratuito, qualsiasi somma spesa per attivarlo, fosse pure solo un euro, nega l’affermazione fatta, quindi ci pare che siamo in presenza di una pubblicità ingannevole. Non crediamo che, se le spese da fare fossero specificate, i consumatori rinuncerebbero a un servizio nel caso lo ritenessero utile, visto che la cifra è abbordabile e da versare solo una volta (si spera…).

Qui abbiamo solo riportato quanto è successo a chi scrive meno di una settimana fa, ma la stessa cosa si può dire di molti gestori telefonici, che ti convincono ad attivare una linea superveloce senza precisare che la supervelocità in Italia funziona, sì, ma non in tutti i comuni, in particolare non nel tuo, oppure aziende che ti convincono a lasciare il tuo vecchio gestore telefonico o di luce elettrica con un canone mensile molto più abbordabile, senza precisare però che detto canone andrà aumentando a scadenze determinate o indeterminate, non si sa. Vi propongono di cambiare gestore telefonico dicendovi che il modem che dovete montare per l’adsl è gratuito, ma poi scoprite che lo è solo per la fibra ottica e, guarda caso, voi la fibra ottica non l’avete, quindi vi tocca comprarlo; questo è giusto, ma proprio non lo è che non te l’abbiano detto prima.

Crediamo che su queste cose l’Associazione dei Consumatori dovrebbe intervenire pretendendo la chiarezza all’origine in questo tipo di contratti. La presa in giro forse all’inizio può anche essere un vantaggio per chi offre un servizio, ma alla lunga la serietà e la chiarezza pagano molto di più.

Ninì Giudici




FISCO E PREVIDENZA: CHIARIMENTI PER IL CITTADINO (a cura di Giovanni Bucchieri)

E’ del 6 dicembre la notizia che la Standard & Poor’s taglia il rating italiano del debito a lungo termine a BBB, a un passo dal livello spazzatura,  affermando  che  c’è un “aumento del debito ed una crescita debole”.  Fonti del Governo affermano che il giudizio della S & P non è una bocciatura del Jobs act, le riforme vanno bene ma bisogna andare veloci.  Speriamo che sia così.

Un dato allarmante  sulle pensioni in Italia  è che gli assegni sono sempre più poveri. Da un rapporto dell’Istat con dati al 2013 di questi giorni si evince che in Italia diminuisce l’importo delle pensioni e si riduce il numero  dei pensionati ma sale la spesa pensionistica. Infatti i pensionati sono 16,4 milioni (200mila in meno rispetto al 2012) con un assegno medio teorico di 16.638 euro l’anno (323 euro in più del 2012) tenendo conto però anche di  coloro i quali percepiscono più di una pensione. In realtà la pensione media annua è di circa 3mila euro in meno del 2012: più precisamente 13.152 euro contro i precedenti 16.671.

 Per fare un quadro più completo sulle pensioni in Italia si ha:

– 41,3% sono sotto i mille euro al mese,

– 39,4%  sono tra i mille e 2mila euro,

– 13,7% tra i 2mila e 3mila euro,

– 4,3% tra i 3mila e 5mila euro,

– 1,3% sono le pensioni d’oro sopra i 5mila euro.

I due terzi dei pensionati (67,1%) hanno una sola pensione, un quarto (25,1%) percepisce due assegni, mentre il 7,8% è titolare di almeno tre assegni.

Una notizia che non fa tanto clamore come quella delle ruberie in tutta Italia, ultima la città di Roma, è l’aumento di un euro e mezzo in più al mese per i pensionati al minimo. Questo è l’effetto della perequazione automatica delle pensioni, ovvero l’adeguamento degli assegni all’inflazione che per il 2014 è stimata in un  +0,3% .  A prevederlo è il decreto 20 novembre 2014 del Ministero dell’Economia, pubblicato sulla GU n. 280 del 02/12/2014. Il provvedimento fissa anche all’1,1% l’aliquota per la perequazione 2013, stimata in via provvisoria all’1,3%, con il risultato che i pensionati dovranno restituire la differenza all’INPS. E tutto questo a fronte di milioni di euro che si sperperano. Povero cittadino italiano!