mercoledì, 25 Maggio 2022

ETTORE SCOLA E L’IPOCRISIA DELLA GENTE

image_pdfimage_print

Il 19 gennaio 2016 è morto all’età di 84 anni Ettore Scola. E’ un dovere parlare di lui per rispetto anche a tutti i grandi artisti, sceneggiatori e registi che lo ammiravano per la sua maestria di dipingere nei suoi capolavori l’Italia vera, quella degli anni cinquanta che cercava in tutti i modi di risollevarsi dalla povertà del dopo guerra.

Potrei parlare di lui all’infinito, perché, ascoltando televisione e radio e leggendo i giornali o sul Web, l’ho conosciuto bene anche io in questi giorni. Potrei raccontare dei premi vinti nel corso della sua lunga carriera, ma preferisco onestamente citare solo uno dei film che hanno fatto vedere in televisione su Rai2 con sovra impresso – per Ettore Scola – “Una giornata particolare” con Marcello Mastroianni e soprattutto con Sophia Loren (prima di continuare cito in breve la trama del film: nonostante la portiera del palazzo la sconsigli di frequentare il vicino, che lei definisce “un bisbetico, un cattivo soggetto“, rimarcando il fatto che, come se non bastasse, l’uomo è sospettato di essere antifascista, Antonietta è rapita dal suo fascino discreto, lo invita a casa per offrirgli un caffè, gli mostra l’album dove conserva le fotografie del Duce e tenta di conquistarlo sul terrazzo, volendo cogliere un’occasione per fuggire dall’esistenza grama e succube, retaggio della cultura fascista che relegava le donne a un ruolo subalterno di casalinghe fedeli e prolifiche. Gabriele però le deve confessare la sua omosessualità, causa principale del suo licenziamento dalla radio di Stato “.

Soprattutto lei, Sophia dicevo, perché è una grande attrice italiana ancora viva e sicuramente ben felice di essere apprezzata e nominata per la sua bravura di attrice e di donna (prima dell’elogio funebre celebrativo di chiunque) anche grazie a chi, come Ettore Scola, è riuscito a valorizzarne la bellezza e la semplice intelligenza che le donne tutte hanno da sempre.

Perdonate la crudeltà delle mie parole, ma quello che ho ascoltato in questi giorni per la perdita di un grande uomo e di tanti altri deceduti come lui, precedentemente, mi rende cattiva nel pensare che spesso l’ipocrisia supera la sincerità di un semplice dolore per una persona che prima deve morire per poi… non poter più ascoltare quanto sia stata importante e apprezzata da viva ed essere felice per questo.

Hanno dunque parlato così tanto e bene di lui nella nostra televisione Rai che una cosa l’hanno anche dimenticata di dire, ma forse l’hanno omessa di proposito: in un articolo di quattro anni e mezzo fa, su Repubblica, Ettore Scola spiegava a un giornalista il motivo per cui da più di dieci anni non aveva fatto un film, cioè per colpa, o grazie, a Berlusconi che “in uno dei suoi deliranti interventi in parlamento per dimostrare il suo liberalismo (o libertalismo) – con certe parole si va a tentoni -, disse che stava producendo un film del comunista Scola. Io scrissi alla Medusa che non avevo mai avuto mecenati, non ne volevo e che non avrei fatto il film.”

Maestro dalla incredibile ed acuta capacità di lettura dell’Italia, della società e dei suoi mutamenti, del sentimento del tempo; coscienza civile che lascia un enorme vuoto nella cultura italiana” dice di lui il premier Matteo Renzi, ma non credo proprio che sia proprio sincero.

Le uniche parole sincere che ho letto in questi giorni sono quelle di Luciana Castellina, fondatrice del Manifesto, storica intellettuale della sinistra e amica del regista: “Sono sicura che Matteo Renzi lo definirebbe un gufo. E sa perchè? Perché a Ettore Scola non piaceva il tempo in cui viviamo”. E alla domanda su chi fosse Scola risponde: Un uomo di estrema finezza intellettuale. Capace di coniugare melanconia e ironia. Un equilibrio difficilissimo da mantenere e che lui è riuscito a custodire perché ha avuto una grande perspicacia nel capire cos’era l’Italia che cambiava nella sua struttura sociale ed economica.” (Nicola Mirenzi, Huffington Post ).

Da parte mia, spero che i grandi artisti, tutti, ma anche le semplici persone che vivono onestamente, nessuno escluso, prima di salire completamente in cielo, abbiano il tempo di fermarsi nell’anticamera del Paradiso per ascoltare tutte le belle parole di apprezzamento dedicate alla loro persona che fu… perché in vita è difficile anche solo sognare di ascoltarle…

Sofia Ruta

Condividi