venerdì, 4 dicembre 2020
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… IN QUESTO MONDO DI LADRI…

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Agli albori della civiltà una delle attività più esercitate, assieme alla raccolta di frutti e radici, era la razzìa sistematica dei beni altrui. La logica seguita era semplice: mi serve, lo prendo, diventa mio. Era la sopravvivenza della specie che chiedeva a gran voce un comportamento capace di selezionare i più forti e i più intelligenti, anche grazie al corollario di rappresaglie, vendette e guerre che inevitabilmente ne sarebbero derivate. Possiamo dunque desumere che il furto è insito nella natura dell’uomo.

Uno dei primi giochi di carte che si insegnano ai bambini per farli innocentemente divertire è Rubamazzo, dove l’acme della goduria si raggiunge quando si riesce a rubare il gruzzolo di carte impilate dall’avversario. Poi i bimbi crescono, e l’innocenza si perde: qualcuno diventerà schiavo del gioco d’azzardo, qualcun altro saprà resistere al richiamo istintivo della rapina grazie all’educazione più o meno religiosa, altri invece applicheranno le più sofisticate acrobazie mentali per raffinare un comportamento, ormai inutile alla mera sopravvivenza e dannoso per il consesso civile, fino ad elevarlo ad rango di Arte.

Tralasciando le imprese ladresche concettualmente più semplici e istintive – scippi, furti in casa, spaccata di vetrine di gioiellerie, rapine in banca, etc. – durante le quali si corrono rischi anche molto grossi per accaparrare soldi, gioielli o altri beni concreti, il furfante astuto e pantofolaio moderno s’ingegna a rubare la ricchezza di Stato, cioè di tutti noi, sfruttando le tecnologie moderne a seconda delle proprie capacità. Fortunatamente solo alcuni big della finanza sono in grado con pochi clic di mettere in ginocchio le Borse di interi continenti, non solo per avidità materiale ma per delirio di onnipotenza. Il danno che fanno è enorme, e speriamo che, più prima che poi, ricada tutto sulle loro spalle.

Quello di cui occuparsi nell’immediato è invece lo stillicidio della ruberia sistematica, simile alla cresta sulla spesa, apparentemente modesta, ma in realtà catatrofica, non solo per l’entità economica dell’atto quanto per l’impatto sociale diseducativo. Alludiamo ai cosiddetti “furbetti del cartellino”. Ogni giorno giungono notizie di camionate di impiegati pubblici beccati a timbrare il cartellino proprio e, a turno, quello dei compari assenteisti. Il vigile sanremese che timbrava in mutande è diventato un’icona del web! Interi Comuni avrebbero almeno la metà dei propri impiegati in odore di galera se solo la Giustizia potesse fare celermente il suo corso, privata delle pastoie artatamente predisposte, formate da un ginepraio di leggi, norme, formalità e regolamenti, che rendono infido e oscuro ogni procedimento al fine di invalidarne l’efficacia. Impunità per tutti!

Anche la bella città di Modica ha la sua quota di malfattori e malversatori: dai semplici assenteisti ai profittatori del ruolo istituzionale ricoperto a proprio vantaggio fino ai trafugatori di documenti. Dopo anni di indagini, di acquisizioni di prove documentali, di intercettazioni – che costano tanti pubblici denari e tanta fatica agli investigatori – nessuno dei colti in fallo ha pagato nulla. Al massimo, sono stati spostati in uffici dove possano nuocere il meno possibile. Almeno, si spera!

Ad aumentare la rabbia dei cittadini onesti e la frustrazione degli investigatori, la notizia che, anche a causa della soppressione del Tribunale di Modica, che ha portato alla congestione quello di Ragusa, tutti i procedimenti rischiano di essere archiviati per decorrenza dei termini!

Tant’è. Ma come potersi lamentare di certi comportamenti quando l’esempio viene dall’alto? Oltre alla melma del malaffare mafioso-tangentaro gestito da personaggi cosiddetti “insospettabili” – e che, da sospettati ed inquisiti, ricoprono comunque alte cariche o si candidano a importanti poltrone – adesso altro fango si insinua tra i rossi velluti e gli ori del Parlamento. Che deputati e senatori presenti in aula fossero intrepidi schiacciatori di pisolini, formidabili telefonatori, imperterriti twittatori o spericolati “pianisti” durante le votazioni, lo si sapeva: ma che arrivassero a timbrare la presenza per sé e per altri, e poi filarsela a farsi i propri comodi senza perdere il gettone di presenza è veramente troppo! Il Parlamento italiano è pieno di furbastri leccaculo analfabeti voltagabbana MISERABILI… come stupirsi se più del 40% degli aventi diritto non va a votare?

ldnp

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