giovedì, 12 dicembre 2019
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MAGGIO, LA MADONNA E I PELLEGRINI

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Durante tutto il mese di maggio e soprattutto la terza domenica, si festeggia a Modica la Madonna delle Grazie.

Già dalle prime luci dell’alba domenicale del 15 maggio 2016, i devoti si sono avviati (molti anche scalzi) verso il Santuario dedicato alla Madonna ad assistere alla prima celebrazione della Santa Messa e ringraziare, donando fiori e ceri accesi, la Madonna per le grazie richieste e per quelle ricevute.

Questa devozione mariana che da secoli ha unito tutti i modicani di ogni quartiere, si è consolidata quando, il 4 maggio 1615, sulla collina di Monserrato fu rinvenuto un quadretto d’ardesia raffigurante la Madonna col Bambino. La pietà popolare attraverso lasciti ed elemosine s’impegnò nella costruzione della Chiesa nello stesso luogo ad opera dell’architetto siracusano Vincenzo Mirabella, le cui spoglie mortali (perì di peste nel 1624 ) si conservano nel marmoreo mausoleo collocato nel Santuario. Da allora il flusso dei pellegrini è aumentato sempre di più.

In forma leggendaria le vicende dell’erezione del Santuario sono state narrate perfino in un romanzo “Il roveto in fiamme”, edito nel 1934, da Virgilio Brocchi, uno scrittore veneto che agli inizi del 900 aveva insegnato a Modica nell’Istituto Archimede.

Un altro pellegrinaggio, e secondo me molto più toccante per i credenti, è stato quello che la statua della Madonnina del Sacro Cuore ha fatto, accompagnata dai fedeli e dal parroco Giorgio Cicciarella, presso tutti i reparti dell’Ospedale Maggiore di Modica, iniziando già dall’11 maggio presso la Cappella dell’Ospedale Maggiore di Modica, dove è stata trasportata e, qui, la prima celebrazione della Santa Messa per poi proseguire il pellegrinaggio per quasi tutta la settimana successiva, visitando ogni singolo paziente nelle stanze dei reparti e fermandosi per un giorno intero anche nel corridoio stesso nel reparto di Medicina, fino ad arrivare, martedì 17 maggio, presso l’Hospice di Modica, reparto di cure palliative e di grande empatia professionale, dove si è recitato il Rosario e alle ore 17:00 è stata celebrata la Santa Messa dedicata a tutti gli ospiti presenti (degenti e parenti), al personale medico e ai volontari che si sono prodigati per il grande evento. La Madonnina ha poi proseguito la sua corsa di pellegrina improvvisata, dietro suggerimento di alcuni fedeli, dal parroco stesso, che ha pensato bene di procedere ad un’ulteriore processione presso gli ultimi due reparti non ancora visitati dalla Madonnina, reparto di ortopedia e di chirurgia.

Il mese di maggio è dunque il mese dedicato alla Madonna ma anche alla mamma, alla sposa, ai pellegrini, ai fiori e a noi tutti che viviamo dentro questa valle di lacrime e, come tutte le feste, ecclesiastiche o anche un poco pagane, un minuto al giorno, un pensiero gentile, un attimo di preghiera per chiedere o per dare dovremmo trovarlo ogni giorno anche senza piedi scalzi, perché essere pellegrino non vuol dire girare il mondo e le chiese mariane, vuol dire soprattutto comprensione, collaborazione e amicizia, vuol dire darsi del tempo, mettersi in gioco e vivere a fondo la vita, soprattutto aiutando chi non la può comprendere, con grande spirito di sacrificio.

Sofia Ruta

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