sabato, 14 dicembre 2019
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UNA FARFALLA AMICA DEL GIGLIO ROSA

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Da moltissimi anni, e ora sono più di cinquanta, non avevo constatato un’affezione parassitaria a carico dei fiori del giglio rosa, né conosciuto dati entomologici analoghi.

Quest’anno, ho notato dei fiori dei miei gigli a terra con il peduncolo eroso. Dopo un’accurata osservazione ho scoperto il neonato di una farfalla, nascosto fra i fiori. Sono stato più fortunato un altro giorno e l’ho fotografato in flagranza di reato, assieme a un suo fratellino. È un bellissimo bruco, che, a differenza degli altri esseri viventi, in fase infantile, non ispira la sensazione di “effetto cucciolo”, per i danni che procura ai simboli della bellezza vegetale.

Ricordiamo i pulcini, gli anatroccoli, i gattini, i cagnolini e tanti piccoli animali, a cui si perdonano le ingenue marachelle, ma in questo caso, pur rispettando la sua bellezza cromatica, dissentiamo. Nel caso di tutte le farfalle, tanto eleganti e belle, da grandi, nella fase giovanile, dobbiamo constatare che sono discolacce, distruttive e dannose.

Questo insetto nella fase di bruco si nutre solo di fiori, preferendo quasi esclusivamente il peduncolo del fiore e poco i tessuti della corolla. Non attacca le foglie e per questo ci sarebbe, con un po’ di fantasia, da aspettarsi una rispondente coloritura delle sue ali, almeno per farsi perdonare il danno arrecato.

Non ho trovato facile e immediato riscontro sulla sua biologia e documentazione fotografica, ma cercherò di catturare alcuni bruchi, allevarli in cattività e quindi poter ammirare l’insetto adulto.

Considerata la novità e la mancata presenza di notizie letterarie, posso sospettare che si tratti di un insetto polifago, che, in caso di necessità alimentare, prova una convivenza con altro ospite.

Rimando quindi a un aggiornamento futuro, invitando gli amici a collaborare nella ricerca.

Abel

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