venerdì, 30 Settembre 2022

COME SI PRESENTA MALE IL 2017!

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La mezzanotte era appena passata e tanti di noi speravano di essersi lasciati alle spalle un anno disgraziato, il 2016, che di disgrazie ci aveva cibato fino alla fine ma non tutti. Tanti, infatti, li aveva colpiti alle spalle, come un vile, uccidendoli o portando via i loro cari senza un motivo plausibile per poter continuare a vivere, se non serenamente, con rassegnazione.

Sbaglio, non lui ma gli uomini dell’anno!

Festeggiavamo dunque indifferenti alla perdita dei nostri fratelli, dei nostri cuori, delle nostre menti, della nostra coscienza, sperando che l’anno nuovo ci avrebbe fatto dimenticare in fretta il terrore di vivere con la consapevolezza di poter morire da un momento all’altro, in qualsiasi posto, in qualsiasi paese, in qualsiasi occasione comune.

La mezzanotte, dicevo, era passata da poco più di mezz’ora, un’ora, ed era appena entrato nelle nostre case il 2017, quando a un tratto, tra la musica e le parole che ascoltavo in tv, a casa di amici, ridendo e scherzando, e con la mia mamma accanto, quando ci eravamo fatti appena gli auguri per un nuovo anno di speranza e migliore di quello appena trascorso… ecco che leggiamo nei sottotitoli e poi guardiamo anche le immagini del primo attentato dell’anno alla gente più semplice e comune, a Istanbul, in Turchia. Un uomo (o forse tanti), forse travestito da babbo Natale, ha sparato all’impazzata sulla gente che festeggiava l’arrivo del nuovo anno in un night club.

Disillusi, increduli e senza parole. In un attimo tutto è cambiato. Il terrore aveva bussato ancora e aveva trovato la porta aperta, quella che solo le persone più povere e oneste non potranno mai chiudere: i nostri pensieri verso i figli lontani, i viaggi da affrontare, l’anno da attraversare, il terrore da affrontare e tutto con una sola domanda o due o tre: Perché tutto questo odio?

Perché perché la guerra? Perché non la pace? Dove finisce la ricchezza che sta riempiendo le tasche dei più avidi e cattivi? In quale strada abbiamo perso la libertà del nostro coraggio? Quando torneremo a sorridere felici alla vita?

Mi viene da pensare a Dante e, leggendo solamente la parte iniziale generale de l’Inferno, capisco quanto lui allora abbia guardato avanti senza mai voltarsi indietro col suo “fatale andare”.

Sofia Ruta

 

 

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