domenica, 17 ottobre 2021
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GELATI E CONTENTI

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Il primo pensiero che sorgeva nella mente di coloro che si erano recati, sabato 14 gennaio, nella chiesa di S. Paolo, per assistere al concerto del mezzosoprano Mattea Musso e del liutista Silvio Natoli, è stato che avrebbero fatto meglio a restare a casa, perché il freddo all’interno era pari a quello esterno di una serata gelida, una delle più gelide dell’inverno più gelido da dieci anni a questa parte, e questo per affermazione dei meteorologi, non dei freddolosi di tutte le età e di tutte le latitudini.

Saggio è stato chi è arrivato in ritardo, non perché il freddo, col passare dei minuti, sia diminuito, ma semplicemente perché la bellezza della musica e il fascino dell’esecuzione da parte dei due musicisti sono riusciti a infondere un calore nell’anima dei presenti capace di far dimenticare subito persino il gelo che li circondava.

La voce di Mattea, per chi, come noi, l’ha seguita fin dai primi vocalizzi, si rivela ad ogni concerto più completa, più ricca di sfumature. E questo stupisce, perché invero ogni volta si pensa che più in là di così non è possibile andare. Ma lei ha deciso di superare se stessa e lo fa, sempre. Nelle esecuzioni di Natoli non si poteva fare a meno di avvertire la sua origine di chitarrista, che rendeva ancor più coinvolgente il suono della tiorba, uno strumento che più del liuto consente sfumature e ritmo. A parte l’indiscutibile bravura, quel che di lui ha stupito i presenti è stata la capacità di muovere le dita, e muoverle con tanta abilità, sulle corde nonostante il freddo, al punto che ognuno quasi si vergognava guardando le proprie mani inguantate… Un duo splendido, non c’è che dire, un duo che ci farebbe piacere riascoltare presto… magari in condizioni climatiche migliori.

Affascinante anche il repertorio scelto, che si colloca nel primo Seicento presentando musiche del Mediterraneo, il cui compositore più importante e rappresentativo è il siciliano Sigismondo D’India, e continua il percorso nel sogno dal madrigale alla canzone popolare, anche siciliana, quindi alle nenie, alle ninne-nanne tanto radicate nella nostra cultura, il percorso cioè già intrapreso nel concerto dello scorso agosto, che continua e si arricchisce con questo excursus in una musica che parla sempre di più al cuore e in cui la parola è musica e la musica è parola.

Il concerto coincide con l’uscita del nuovo disco di Mattea Musso “Toutes les nuits” e crediamo che gli spettatori di quel sabato sera lo compreranno in massa per poterlo ascoltare al calduccio e goderne ancora di più. Perché, diciamolo, i presenti erano, sì, gelati, ma anche contenti di essere intervenuti, perché non capita tutti i giorni di assistere a un’esibizione così armonica ed elegante.

L. Montù

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