venerdì, 4 dicembre 2020
l'editoriale di Luisa Montù

MOTHUCA DELENDA EST!

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Si urla allo scandalo perché all’ospedale di Nola molti pazienti sono stati ricoverati anziché su un letto, anziché su una barella, su un materasso sul pavimento. Si parla di denunce contro i medici responsabili del plesso, ma il direttore dell’ospedale li definisce eroi. Non possiamo che essere d’accordo con lui. Quel era il loro compito? Curare i pazienti che avevano bisogno di loro e questo hanno cercato di fare, anche se i letti non bastavano e nemmeno le barelle erano sufficienti per ospitarli tutti. Perché l’ospedale è sottodimensionato, non è in grado di coprire le esigenze sanitarie della zona. Non spetta ai medici, che fanno il possibile e l’impossibile in condizioni spesso drammatiche, ma ai responsabili politici e amministrativi della sanità renderla degna di questo nome. In Italia ciò non avviene. In Italia si fanno i tagli e i tagli, come accade anche in una famiglia, si dovrebbero effettuare là dove possano arrecare meno danno nel funzionamento dell’insieme. In una famiglia si rinuncia per prima cosa alle spese superflue, per poi passare a quelle utili ma non necessarie, il che vuol dire che si fa a meno di andare a cena fuori o al cinema ma non di comprare le medicine. E’ una semplice questione di logica ma anche di opportunità. L’Italia invece preferisce non risparmiare sui compensi alle star (si fa per dire!) della televisione di Stato e accorpare gli ospedali, declassare pure quelli che godono di un certo prestigio, ridurre i posti letto. E’ appena accaduto a Modica, dove l’Ospedale Maggiore è stato declassato perdendo la sua centralità, trasformato in un presidio di base accorpato all’ospedale di Scicli. La popolazione aumenta e le struttura sanitarie diminuiscono. Perfetto. Chi dobbiamo ringraziare?

Vengono le lacrime agli occhi ripensando ai tempi in cui reparti del Maggiore come ortopedia o nefrologia o infettivologia rappresentavano dei fiori all’occhiello della sanità siciliana ed erano conosciuti e nominati anche al di fuori della nostra regione. Sì, le lacrime agli occhi, come al barbone che ricorda un tempo di passato splendore che ha conosciuto e vissuto e si vede ora a mendicare un pezzo di pane e a dormire all’addiaccio non per colpe proprie ma perché è stato truffato, raggirato, ridotto in miseria da qualcuno più potente di lui.

Quei politici che per mero interesse elettorale si spendono affinché sia la propria circoscrizione a beneficiare dei vantaggi che il loro peso partitico o gli scambi di favori riescono a procurare non si rendono conto che svilendo il territorio che tale circoscrizione ospita finiscono per affossare ogni cosa, compreso il territorio per il quale si sono battuti. Laddove gli strumenti da usare per avere successo sarebbero la logica e il buonsenso, non si capisce che sostituendoli con i favori e il clientelismo si finisce per cancellare ogni tipo di vantaggio ipotizzato, magari non subito ma in un tempo molto breve. Poi ci si stupisce, anche al limite dell’indignazione, se la gente ha perso ogni fiducia nella politica, anzi la considera qualcosa di dannoso e perverso! Invero la politica è proprio questo che è diventata: una sorta di nemico del Paese e dei suoi abitanti, uno squalo che divora ogni cosa che incontra per la sola ambizione di avere la pancia piena. Ma la politica è stata e dovrebbe essere un’altra cosa. Persino i dittatori usano il potere non solo per il proprio interesse ma anche per dare qualcosa al Paese, come Giulio Cesare, che rese grande Roma, o Napoleone che fece altrettanto per la Francia, o persino come Mussolini che, prima di imbarcarsi in una scelta scellerata, qualcosa di positivo in Italia aveva costruito. Anche oggi tanti personaggi politici, pur negandolo a parole, vorrebbero avere nelle loro mani il potere del dittatore. Peccato, per loro, che non ne abbiano le capacità!

Il Potere oggi ha deciso di spogliare Modica. L’ha fatto privandola del tribunale, adesso persino dell’ospedale. Chi oggi dichiara di volersi battere per Modica lo fa con convinzione o per mera apparenza? Possiamo solo sperare che lo faccia perché ci crede, e crederci può dargli forza.

A noi si chiede solo di subire lo scempio del nostro territorio e della nostra civiltà. E poi votare per coloro che l’hanno compiuto.

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