venerdì, 30 Settembre 2022

SFIDA ACCETTATA. MA QUALE DAVVERO?

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La “sfida accettata” su Facebook è Partita dalla Spagna nel settembre 2016 per poi diffondersi in tutto il Regno Unito fino all’India con lo scopo di sensibilizzare la lotta ai tumori. Fin qui tutto regolare, ma, arrivata in Italia, si è trasformata in una mostra fotografica degli album di famiglia.

Il vero scopo della sfida è quello di raccontare agli utenti la condizione di chi è colpito da un tumore attraverso una foto simbolica.
Per partecipare alla sfida si doveva cambiare la propria immagine del profilo sostituendola con una propria foto in bianco e nero e mettendo nella didascalia la dicitura “Sfida accettata”. La scelta del bianco e nero sta a significare la perdita di colori nella vita di chi lotta ogni giorno contro questa brutta malattia.

Successivamente alla pubblicazione di tale foto monocromatica, l’utente doveva inviare un messaggio privato a tutti coloro che vi avessero messo un “Like” in segno di apprezzamento. Ecco cosa c’era scritto nel messaggio:

«Dato che hai messo “Mi piace” alla mia foto, ora devi postarne una in bianco e nero, scrivendo “Sfida accettata”. Riempiamo Facebook di foto in bianco e nero per mostrare il nostro supporto alla battaglia contro il cancro. È questa la sfida. Quando i tuoi amici metteranno “Mi piace” al tuo post, invia loro questo messaggio».

Il vero senso di questo messaggio virtuale è stato completamente stravolto ma è qui che incomincia il peggio nei nostri confronti. Mi spiego: non è tanto per lo scopo importante e umanitario che inconsapevolmente o consapevolmente abbiamo e continuiamo a condividere su Facebook col vero senso o con quello che noi vogliamo ricordare, lo facciamo ogni giorno con tutto quello che ci obbligano a leggere e ad ascoltare.

Il problema è più grande e ci fa capire quanto gli italiani siamo diventati pecore, anzi gregge che nulla ha a che fare con gli animali, che rispetto moltissimo nel loro habitat, ma pascolando come loro, noi, messi alla prova, siamo caduti nella trappola, quella di saper solo fare e dire tutto quello che ci viene imposto, perché, sono certa, ognuno di noi, anche sulla rete web, ha una sua storia da raccontare, triste o bella che sia, ma incoscientemente, ignorantemente, ipocritamente, indifferentemente ignoriamo la nostra storia e continuiamo a seguire e a copiare con i paraocchi le strategie delle grandi menti (!?) e sono le più umilianti che possano esistere, perché ci stanno insegnando a odiarci, a criticarci, a disprezzarci gli uni con gli altri.

La vera sfida quindi la stanno vincendo “loro”, ci mettono alla prova per capire fino a che punto siamo cotti e noi stupidamente stiamo vivendo, senza parole e solo con l’accettazione, quello che ci viene imposto. Ma possiamo ancora riparare, non accettando nessuna sfida, lottando invece con le unghie e con i denti per i diritti umani che ci spettano col dovere dell’amore di chi invece ci sta inguaiando la vita umiliandoci e facendoci credere di essere tutti ignoranti.

Sofia Ruta

 

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