venerdì, 30 Settembre 2022

versi di versi per versi e detti male detti (di Sascia Coron)

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La scissione è l’azione

consueta del coglione.

 

Virginia Raggi

ha troppi paggi 

mascherati da saggi 

e a Roma un seggio 

che va di male in peggio.

 

Se ti devi sforzare di apparire intelligente,

sei un cretino.

 

Molti chiedono per-dono.

Io per-niente.

 

Mi dico sempre che non mi aspetto niente.

La grandine mi ha sfondato la casa ed un fulmine me l’ha bruciata.

Non me l’aspettavo.

Forse era meglio niente.

 

Proverbio cinese. Chi sa, fa. Chi sa poco, parla. Chi non sa nulla, scrive: le iscrizioni sulle lapidi di chi seppe. E non deve sapere niente, perché il testo glielo dettano i parenti del defunto.

 

Meglio le democrazie di pancia che quelle di colon, pericolosamente preliminari a quelle di evacuazione della democrazia, senza aggettivi.

 

Le truppe di terra 

non le uccide la guerra, 

ma quella maledetta 

mefitica sigaretta. 

Le truppe all’attacco 

mettono il nemico in scacco 

lanciandogli balle di tabacco. 

Si sa che il fumo 

non risparmia nessuno.

 

Dio vede

e l’uomo provvede

come crede

secondo la sua fede.

 

In guerra,

i primi voli

dei piccoli

a terra

son fermati

ed i sogni alati

spennati

dai soldati.

 

Quelli che mangiano in fretta

prendono la pilloletta,

se mangiassero lentamente

non prenderebbero niente.

 

Chi troppe scuse accampa

poi di rossore avvampa.

 

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