domenica, 17 ottobre 2021
dc-pci-psi-psdi-msi-864x400_c-650x300

IL TEMPO DELL’ODIO

Print pagePDF pageEmail page

Chi occupa un posto di comando, non importa se ottenuto con la forza o per acclamazione popolare, prima o poi è destinato a diventare oggetto di odio.

Si sa: il potere dà alla testa. Chi lo detiene, troppo spesso finisce per perdere il contatto con la realtà che lo ha portato al posto di comando. Cortigiani, pretoriani, gerarchi, nomenklatura e cerchi magici, tendono ad isolare il leader per proteggerlo, e proteggersi, da tutto il “male di vivere” della gente comune. Realtà come povertà, vecchiaia, malattia, disagio giovanile vengono sublimate in concetti astratti, immanenti ma, tutto sommato, remoti.

Azioni crudelmente tiranniche, ma anche atteggiamenti insultanti e spocchiosi, uniti all’invidia e al malanimo degli oppositori, suscitano inevitabilmente l’odio.

Tralasciando la storia passata del fenomeno – tutti ricordiamo celebri tirannicidi e regicidi, anche abbastanza recenti – vediamo come ancor oggi si tende ad identificare in una persona fisica il responsabile di tutto quello che non va.

A questa semplificazione primitiva della ricerca del capro espiatorio hanno contribuito corposamente i partiti politici intestati personalmente al leader e la massificazione dovuta alla rete, che dà parola libera a chiunque spesso in anonimato e, comunque, senza misura né equilibrio.

Che certi personaggi sembrino far di tutto pur di essere popolari, capaci di sfidare qualunque senso dell’opportunità e del ridicolo, è storia di oggi. Berlusconi si sente ancora sulle barricate, e Renzi lo segue a ruota nella gara a chi è più pirla, a pari merito con Grillo.

Che molti di loro abbiano specifiche e riconosciute responsabilità personali è cosa indiscutibile, ma che al potente di turno si butti addosso il carico di infamie stratificate e incancrenite da secoli di malaffare, è un errore macroscopico.

Sui social network l’odio viscerale ad personam è straripante. L’insulto, il vilipendio e la calunnia la fanno da padroni: incredibili titoloni di fake news, che spesso neanche vengono lette, generano commenti di oscena violenza anche da parte di persone insospettabili che abbiamo accettato tra gli amici di fb. Dubbio amletico: compatirli per come si sono ridotti, o cancellarli senza pietà?

Ricordate gli insulti razzisti alla Kyenge? Sono poca cosa rispetto a quelli che raccoglie il bersaglio favorito da omofobi, misogini, anti migranti: la Boldrini è stata capace di spiazzare tutti!

Altro bersaglio favorito, in scala strettamente locale, è il Sindaco. Di qualunque parte politica sia il rappresentante egli è, comunque, colpevole. L’avviso di garanzia è in agguato dietro l’angolo: il nodo gordiano delle leggi e delle norme intrecciato dai legulei e dato in mano ai burocrati è pronto a strangolare chiunque. C’è da chiedersi come possa venir voglia ad una persona sana di mente di candidarsi alla carica più scomoda e disagevole del nostro ordinamento amministrativo…

L’odio viscerale, cieco e brutale verso le persone è arrivato in questi giorni ad un livello insopportabile per cattiveria e per criminale idiozia.

A Budapest, nel corso dei Campionati Mondiali di Nuoto, una coppia di nuotatori sincro italiani – Manila Flamini e Giorgio Minisini – ha vinto inaspettatamente l’oro con una performance dedicata ai profughi di Lampedusa, di straordinaria intensità e di forte significato. In una disciplina molto spettacolare ma essenzialmente tecnica e piena di belle fanciulle e di lustrini, la coppia italiana ha saputo dare alle figure obbligatorie richieste, oltre alla perfezione di esecuzione, un insolito, profondo sentimento di misericordia. La giuria internazionale ha capito ed apprezzato il messaggio. La stampa italiana becera, NO!

Passata la momentanea euforia per i colori nazionali, tutti i media vicini alle ideologie leghiste e di destra hanno fatto sparire immediatamente la notizia! Financo i giornali sportivi, ubriacati e strafatti di calciomercato, hanno relegato la notizia nelle pagine interne.

Che dire: non ci resta che piangere abbracciando l’urna delle ceneri di quello che una volta era il Bel Paese?

Oppure capire che tutto quest’odio verso le persone fisiche sarebbe meglio riversarlo, depurato dallo sterile veleno della vendetta e arricchito da consapevolezza e propositività, verso la comprensione dei motivi che hanno portato tutti noi a vivere nell’ingiustizia e nel malaffare?

lavinia de naro papa

Condividi!