venerdì, 30 Settembre 2022

NOI E LORO

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Una delle leggi della Natura è certamente quella della lotta per la sopravvivenza.

Nel regno animale, considerando la lunghezza delle ere geologiche, è da poco tempo divenuta dominante la specie umana. Grazie ad un cervello capace di crescere e di evolversi velocemente l’uomo è sceso dagli alberi, ha acquistato la posizione eretta, ha capito come servirsi di acqua, fuoco, terra ed aria, ha creato utensili e tecnologie, ha sviluppato la comunicazione sfruttando la capacità di emettere suoni articolati: l’uomo parla (molto) e pensa (un po’ meno).

Nel resto del mondo animale regna ancora l’istinto e l’atavismo: il primo serve a conservare l’identità e le finalità della specie, il secondo tramanda nel tempo le regole e le tecniche della sopravvivenza.

Noi umani abbiamo in gran parte perso queste capacità primarie, i nostri cuccioli sono i più indifesi e i più lenti ad emanciparsi. In compenso sviluppano velocemente le capacità cerebrali che hanno fatto della specie umana, almeno temporaneamente, la signora e padrona del pianeta.

Questo predominio ci ha consentito di servirci per il nostro benessere di tutto quanto la natura produce, dai minerali alle piante e agli animali. Ma l’eccesso di potere dà alla testa: da un uso misurato delle risorse si è passati all’abuso e allo sfruttamento, impedendo stupidamente per ingordigia il rinnovo delle risorse rispettandone i tempi di rigenerazione. È altamente probabile che sarà questo atteggiamento di superba prosopopea a determinare la fine del predominio della specie umana.

Da qualche tempo si sta affermando un’inversione culturale dei termini di rapporto col resto del mondo animale. Si è riscoperto il valore della civiltà dei nativi americani, le filosofie orientali vengono studiate anche in occidente e sempre più persone diventano vegetariane. Il rispetto per gli animali e il riconoscimento della loro fondamentale importanza per gli equilibri planetari si stanno facendo spazio tra le masse umane.

Purtroppo, come in altre realtà, anche qui si assiste all’incalzare del fondamentalismo, che è un fenomeno degenerativo irrazionale. Sono nate così ideologie estreme, come il veganesimo crudista o l’animalismo spinto. I social network grondano di filmati che hanno per protagonisti deliziosi cuccioli morbidi e pelosi, ma anche di truculente immagini di orridi lager dove vengono allevati gli animali destinati alla nutrizione umana o, peggio, al divertimento sadico di subumani crudeli.

Come sempre, in medio stat virtus, come dicevano gli antichi saggi.

Evitiamo di snaturare i nostri amici domestici sopprimendo i loro istinti o travestendoli da umanoidi. Se il gatto si affila le unghie riducendo a stracci le tende lo si può educare ad usare un vecchio tappeto anziché privarlo chirurgicamente degli artigli, così come è possibile educare il cane a non abbaiare in continuazione piuttosto che privarlo delle corde vocali: queste violente tecniche estreme erano comuni in Francia fino a qualche tempo fa. Similmente crudeli sono le imposizioni di cappottini fashion, occhialini da sole ed altri gadget demenziali, tipo l’imbragatura coll’ombrellino parasole per iguane.

Il rapporto tra la specie umana e quelle animali è sempre più schizoide. Convivono atteggiamenti antitetici che spesso hanno in comune solo la stupidità.

Se, riconoscendone il valore ecologico, vengono reintrodotti la lince o l’orso bruno nell’ambiente alpino o il lupo negli Appennini, bisogna fissare delle regole precise che impediscano all’uomo di invadere lo spazio destinato ai selvatici, e ai selvatici di sconfinare in prossimità degli insediamenti umani. I mezzi non mancano: educazione all’uso dei boschi e rudimenti di psicologia animale da un lato, radiocollari, recinzioni e soprattutto saggia scelta dell’area di ripopolamento, che deve essere idonea alle necessità di spazio e di sostentamento.

Il caso dell’orsa recentemente uccisa col beneplacito della Regione trentina deve far riflettere. Se un animale poco socievole com’è l’orso si avvicina all’abitato vuol dire che è affamato: o non riesce a soddisfare le sue necessità per scarsità di risorse ambientali, specie se ha dei piccoli da crescere, oppure viene attirato dalla gran quantità di spazzatura che noi uomini produciamo e buttiamo dove capita, ricca fonte di cibo facile. Un controllo effettuato da personale addestrato come i rangers americani permetterebbe di seguire gli spostamenti degli animali e di intervenire in caso di necessità fornendo del cibo direttamente nell’areale, come pure di identificare dei confini entro i quali chi va a raccogliere funghi o a far correre il cane lo possa fare in sicurezza. L’orsa assassina (!) poteva essere catturata e spostata, ma si è preferito un virile intervento nazistoide. Nei commenti letti su facebook è prevalso l’insulto becero tra animalisti e giustizieri: penoso! Sembra che il cervello serva solo a spartire le orecchie, a loro volte utili solo a reggere le stanghette degli occhiali…

A proposito dei rangers, c’era una volta il Corpo Forestale dello Stato, recentemente abolito e in parte assorbito dai Carabinieri, ma con altri compiti: la tutela del territorio in tutti i suoi aspetti, dal dissesto idrogeologico alla prevenzione e spegnimento degli incendi si è dispersa nei meandri di una implacabile burocrazia che ne ha caricato l’onere in gran parte sulle spalle della Protezione Civile, che già se la deve vedere con le catastrofi naturali che da noi abbondano quasi quanto l’organizzazione di lucrose passerelle per politicanti di mezzo mondo, che, spacciati quali “eventi eccezionali”, vengono anch’essi caricati alla P.C. per poter usufruire delle leggi speciali per gli interventi d’urgenza, saltando gare d’appalto regolari e controlli amministrativi efficienti: il solito magna-magna.

Insomma, una storia tipicamente italiana: piromani scatenati e personale addestrato chiuso in caserma!

Come ogni estate è partita la campagna contro l’abbandono degli animali di compagnia in vista delle vacanze, che è un crimine veramente rivoltante finalmente sanzionato con pene severe. C’è chi si disfa della tartarughina acquatica dalle guance rosse buttandola nel laghetto del parco, dove crescerà diventando un feroce predatore, o chi butta il pesciolino rosso direttamente nel wc! Cosa dire dei cani che danno solo affetto fedele e che si fidano ciecamente del loro dio-padrone lasciati legati al guard-rail in autostrada o segregati su balconi assolati senza riparo, dove cibo e acqua finiscono molto prima del rientro dal week end, e dei gatti sbattuti fuori casa senza tanti complimenti “tanto si sa che il gatto è un opportunista e se la sa cavare”?

C’è tanta ignoranza tra la gente: sono ormai pochi gli alberghi o i b&b che negano l’accesso agli animali, così come aumentano le spiagge dove poter portare anche i cani. Ci sono poi pensioni per cani e per gatti: in genere sono poco gradite dai quattrozampe abituati al divano del salotto, che si trovano a trascorrere le nostre vacanze in regime semi-carcerario, spesso anche assai costoso.

Qui si apre la dolente questione dei costi e dei doveri che devono affrontare i proprietari di animali domestici. Qui non parleremo di chi acquista esemplari di razza pura, che sa già in partenza che l’impegno economico sarà importante, ma di chi adotta un meticcio al canile o lo trova abbandonato per strada. Alcuni Comuni applicano sconti sulle tasse locali a chi adotta un cane, che viene microchippato e sterilizzato a spese del Servizio Veterinario comunale: il randagismo si combatte così. Una volta arrivato in casa, il cucciolo andrà regolarmente vaccinato, sverminato e spulciato periodicamente, oltre che nutrito adeguatamente e toelettato, specie se a pelo lungo.

Se poi l’animale si ammala si deve ricorrere al veterinario, che è un medico e come tale va pagato. I farmaci veterinari hanno costi molto elevati e sono spesso di difficile somministrazione per il sapore disgustoso, troppo amaro o aromatizzato all’arancia o alla banana! Lo stesso farmaco per uso umano costa a volte meno della metà: perché non sconfiggere l’esosità delle case farmaceutiche consentendo ai veterinari di ricettare farmaci umani?

Poi, prima di uscire per le tre-quattro volte al giorno indispensabili per espletare i bisogni ed esercitare i muscoli, occorre munirsi di collare e guinzaglio, o meglio, di pettorina. Non dimentichiamo l’odiosa obbligatoria museruola e i sacchetti con paletta e una bottiglia d’acqua per l’inevitabile corvée igienica. Quindi sneakers ai piedi e zainetto in spalla!

Se Fido viene in macchina con voi, o dovete portarlo in treno, nave o aereo, informatevi bene sulle modalità di trasporto fissate dalle leggi, che sono tante e complicate.

Bisogna quindi che chi decide di avere un cane sappia che costerà caro in termini di tempo, fatica e denaro: chi non se la sente, eviti di regalare al bambino un morbido giocattolo vivo a Natale per poi buttarlo via a ferragosto.

Infine, per combattere seriamente il randagismo, sarebbe opportuno far capire ai legislatori e al mercato che chi si occupa di cani e gatti randagi non lo fa per egoistica soddisfazione personale ma per la pura necessità di combattere il pericolo che l’animale randagio costituisce per sé e per la gente. Animali abbandonati possono diffondere malattie, aggredire in branco e causare incidenti stradali. Capita quindi di avere in casa tre cani e cinque gatti, confidando di avere a disposizione uno spazio esterno proprio o pubblico dove far prendere aria alla famiglia allargata e la possibilità di nutrirli e curarli, e non è facile.  Limitare i divieti, sciogliere i nodi burocratici, istituire dei bonus per l’acquisto di farmaci e mangimi può essere la svolta decisiva alla soluzione dei problemi del randagismo.

Per i gatti c’è la possibilità di istituire la colonia felina, un punto di raccolta dove gli animali senza casa possono trovare riparo e cibo. I gatti vengono censiti, viene verificata l’idoneità del luogo e vengono sterilizzati a cura del Servizio Veterinario del comune.

Amiche gattare, riunitevi in gruppo e organizzate colonie feline di quartiere o di contrada, se siete in campagna: contribuite a turno a fornire crocchette e fatevi dare dal vostro macellaio gli avanzi, non dimenticate l’acqua fresca e ripulite ogni tanto il gattile. Sarete ripagate da teneri strusciamenti e fusa a tinchitè, e avrete contribuito saggiamente al benessere di utilissimi cacciatori di topi, limitandone l’eccessiva proliferazione.

Lavinia de Naro Papa

 

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