venerdì, 30 Settembre 2022

versi di versi per versi e detti male detti (di Sascia Coron)

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I miei pensieri di ieri,

seri e sinceri,

ora sono sempre più neri.

 

Non più fiori e altari,

ma opere e pene esemplari.

 

Se le idee valessero quattrini,

tutti i poveri sarebbero cretini.

 

E’ isolato dalla gente

il degente,

consolato dal parente

piangente,

affidato a un delinquente

tagliente

e, infin, gli è conveniente,

paziente,

di far finta di niente.

Vivo o morto ne uscirà

dalla mala sanità.

 

In questo mondo immondo e pazzo

si è capito ormai qual è l’andazzo.

 

Poltrona vecchia, onor del deretano.

 

Fra le cose e le parole

anche un sogno ci sta bene.

Noi vogliamo tanto bene

a chi in pace stare vuole.

 

Si gioca la partita della sinistra.

Si spende il partito della sinistra.

S’addestra la sinistra del partito.

Si ottiene il sinistro della partita.

S’inventa il partito del sinistro.

Sinistramente il partito parte.

Maldestramente la sinistra muore.

 

Il turpiloquio da sempre è la ricchezza

di un popolo che vota la schifezza

e pensa che sbagliare e smoccolare

sia il genuino potere popolare

e che poi, in fondo, la democrazia

sia la bestemmia più bella che ci sia.

 

 

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