sabato, 3 Dicembre 2022

CATTIVI NON SI NASCE

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Anche io quando cammino per le strade della mia Modica e incontro qualche giovane di colore, ho paura, capisco però che non ne devo avere, perché non c’è niente che lo differenzi dai giovani occidentali.

Gli immigrati o i naufraghi che riescono ad arrivare nei nostri porti sono per la maggior parte giovani, comprese le donne e i loro piccoli. Sembrano, dal più grande al più piccolo, molto invecchiati, ma questo è il sole dell’Africa che li asciuga e li disidrata, esattamente come accade a tutti noi occidentali che, soprattutto d’estate, quando ci sdraiamo a sonnecchiare sotto il sole cocente, diventiamo tutti neri e arrabbiati forse, perché somigliamo di più a loro. Ma forse, inconsciamente il nero è il nostro colore preferito, siamo perennemente vestiti a lutto anche se non sempre di nero ma riusciamo benissimo a riempire le nostre giornate col nero del nostro pianto!

Già, piangiamo e ci rabbuiamo per tutto quello che accade senza però fare nulla per non farlo accadere, piangiamo se muore un giovane, se accadono attentati terroristici, se la terra trema, se crollano i ponti, se le alluvioni uccidono.

Riusciamo ad accettare tutto quello che ci viene proposto, costruito dall’uomo e diamo per scontato che è colpa dell’era in cui viviamo e della natura stessa. Accettiamo tutto quello sentiamo dire, non siamo mai presenti però ai funerali dei figli lontani che ci ammazzano, che magari sono scappati dal nostro paese in cerca di lavoro, di libertà, di diritti. Tutti se ne vanno e immigrano in paesi lontani, dove saranno trattati né più e né meno come dei poveri immigrati neri.

E questo penso sia l’unico scopo dei paesi (per non dire degli uomini) che si credono ricchi e superiori e stanno lavorando per noi, insegnandoci l’inciviltà che ci eravamo lasciati alle spalle grazie a chi per tanti anni ha lottato per la libertà dei suoi figli futuri e a chi ci aveva insegnato ad amare il prossimo come noi stessi. Adesso invece siamo bravi solo a mostrare di piangere per loro, ma sotto sotto siamo felici che le disgrazie altrui non hanno ancora toccato i nostri cari.

E devo dire che noi, da bravi scolaretti, stiamo imparando presto a credere non al bello delle cose ma al peggio che sta irrompendo nelle nostre teste.

Ci fanno credere innanzi tutto che siamo inferiori l’uno rispetto all’altro.

Ci aizzano l’uno contro l’altro rinfacciandoci la nostra provenienza.

Ci insegnano a rubare, a violentare, ad uccidere senza pietà chi si permette di perdere per primo la propria dignità.

Ci stanno proprio insegnando il razzismo e tutto ciò che lo concerne, ci stanno insegnando a catalogarci, a stuprare con le nostre parole i soggetti umani chiamandoli non più uomini ma trans, gay, africani, laziali, pachistani, siciliani, nordisti, sudisti, ecc.

Alle donne stanno mettendo il velo, quello del silenzio, agli uomini la spada in mano per ammazzare chi osa disturbare la quiete della propria assenza.

Non si nasce cattivi, cattivi si diventa e quando accade non è mai per colpa di un colore della pelle o perché si è poveri, ma per le ingiustizie ricevute da parte di chi si crede ricco e si fa padrone della vita altrui, facendolo diventare niente.

Ho paura anche io quando incontro un giovane di colore, ma ne ho molta di più quando quel giovane è bianco e sento che il suo cuore è nero e lo vedo in ogni pubblicità che discrimina chiunque, in ogni strada, in ogni luogo, in ogni posto di lavoro sottopagato, deriso e umiliato dalla sua stessa società che incivilmente gli sta insegnando a odiare chiunque osi contestare che il nero è nero e che il bianco è bianco e che non esistono altri colori per poter dipingere l’amore.

Sofia Ruta

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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