venerdì, 30 Settembre 2022

LA GRANDE FINANZA CONTRO IL BITICON, UNA BOLLA CHE PUÒ DEFLAGRARE…                                

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Parliamo di questa cripto-moneta entrata da poco nel mondo delle monete virtuali. Della fulminea affermazione del Biticon e del ruolo che ha assunto come asset d’investimento sono stati scritti fiumi di parole. Per chi ne vuole sapere di più rimando a un mio contributo (Economie senza denaro) pubblicato nel 2014 su questa stessa testata.

Il Biticon è stato inventato da Steven Wright (lo stesso si è autoproclamato inventore di questa moneta con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto) nel 2008. Però la moneta elettronica è entrata in vigore l’anno successivo.

Sono in tanti a sapere che chi ha investito, qualche hanno fa, comprando la cripto-valuta, a circa 1200 dollari, da oggi si sfrega le mani perché il Biticon viaggia tra le 4000/5000 dollari.

Attenzione però perché il suo valore viaggia su un algoritmo di difficile calcolo. Inoltre il suo valore, come si vede sopra, è sottoposto a continue oscillazioni intorno al 20-30% rendendo molto aleatorio l’investimento.

Molti analisti – compreso lo scrivente – vedono in questo continuo oscillare del suo valore una stretta analogia con i tulipani. Allora sì che sarebbero guai!

Sui Biticon infatti Jamie Dimon, gran capo di JpMorgan, pensa che dietro questi investimenti si celi una frode che può scoppiare come la bolla dei tulipani del 1600.

La bolla dei tulipani fu la prima grande crisi finanziaria innescata dall’utilizzo di strumenti finanziari con finalità speculative che coinvolse tutto il sistema economico del settecento.

Allora si parlò di “mania dei tulipani” scambiati a prezzi crescenti alla Borsa di Amsterdam. Insomma, allora si arrivò a considerare il bulbo del tulipano come un sicuro investimento. Venne considerato una specie di “future” embrionale.

Molti imprenditori acquistavano bulbi speculando al rialzo. In tal modo si costruì la bolla dei tulipani.

Purtroppo la bolla dei tulipani culminò nella famosa asta di Alkmaer del 5 febbraio 1637, in cui centinaia di lotti di bulbi furono venduti per circa 90.000 fiorini (l’equivalente di circa 5 milioni di euro). Ma nei giorni successivi la febbre del tulipano all’improvviso cessò, tramutandosi in panico (c.d. panic selling) incontrollato che fece precipitare i prezzi di mercato in tutto il paese.

Il mercato dei tulipani crollò e molti fiorai e commercianti del settore finirono sul lastrico. Nonostante gli sforzi degli operatori, la domanda, prima attraente, divenne quasi piatta o insufficiente a fronteggiare le forti richieste di vendite. Il mercato dei tulipani crollò del tutto. Fu la fine.

Questa “bolla” può essere considerata il primo grande crack finanziario della storia economica.

Visto l’insegnamento di quanto detto sopra, il prezzo giusto per il Biticon quale dovrebbe essere? Non certo i 5000 dollari che la moneta virtuale ha toccato in questi mesi, ma invece la metà, se non di meno.

Ecco perché la grande finanza è schierata contro il Biticon. Tutti si aspettano una bolla che potrebbe lasciare sul lastrico tanti speculatori, compresi i piccoli pesci.

Mettiamo in guardia coloro che si avventurano su questa strada informandoli che le autorità monetarie ad oggi non hanno nessun controllo su questa cripto-moneta.

E’ vero che sempre più negozi lo accettano e qualche banca inizia a sfruttare la tecnologia che lo anima. Ma stare attenti è ancora più importante. Questo è il nostro disinteressato consiglio.

Salvatore G. Blasco

 

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