domenica, 25 Settembre 2022

CRESCERE E COMUNICARE CON LA MUSICA

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Il 21 novembre scorso in moltissime scuole d’Italia, oltre 1600, si è svolta una giornata imperniata sulla musica.

L’iniziativa è stata promossa dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, e mirava ad attuare  la legge 107 del 2015 “Buona Scuola”, in particolare il decreto legislativo del 13 aprile 2017 n.60, con cui la musica e l’arte entrano a pieno titolo negli ordinamenti scolastici e in tutte le scuole, da quelle per l’infanzia sino alle superiori.

La musica, in particolare, viene ufficialmente richiamata come componente del fabbisogno educativo di base di ogni studentessa e di ogni studente.

Di qui la necessità, in fase di attuazione dei nuovi provvedimenti, di un momento di espressione, confronto e riflessione, sui territori e all’interno del Ministero.

Quindi il 21 novembre è stata una giornata di scuola durante la quale tutte le studentesse e gli studenti hanno solo cantato, suonato o hanno svolto attività di produzione artistica, anche performativa, coerentemente con l’innovazione didattica e digitale.

Che la musica costituisca un canale espressivo, potente tanto quanto misteriose siano le ragioni di ciò, lo sapevano anche gli uomini primitivi, i quali hanno utilizzato la musica, pur nelle sue forme rudimentali, per dire ciò che dal loro animo premeva per uscir fuori.

Che l’udito è il primo tra i sensi a svilupparsi durante la vita intrauterina ce lo dice la scienza, che sa anche dimostrarci come il feto riesca a percepire suoni e rumori e a farsi un’idea del mondo esterno già in questa fase.

La musica, che si gioca ed articola tra suono e silenzio, è pertanto un canale espressivo arcaico, costituisce un “proto linguaggio”, è un canale espressivo che parte dal profondo dell’essere per proiettarsi all’esterno, un canale potenziale, alternativo, ma anche aggiuntivo agli altri, per dare modo all’essere di esprimere pensieri, emozioni, affetti e sofferenze altrimenti non esprimibili. Conoscere e praticare la musica è perciò essenziale tanto quanto conoscere e praticare la verbalità e la gestualità.

Pertanto, sapersi e potersi esprimere attraverso la musica è possedere un’altra porta alla comunicazione e alla relazione col mondo che ci circonda, è una opportunità ulteriore alla possibilità di compiutezza espressiva. E’, per ogni essere umano, una possibilità ulteriore di avvicinarsi alla pienezza e alla felicità.

Bene fa il MIUR ad attivare iniziative coerenti alle leggi in vigore che riconoscono la musica come componente essenziale del fabbisogno formativo di ciascuno, siamo un po’ in ritardo rispetto agli uomini primitivi, ma meglio tardi…

Finalmente abbiamo capito che la musica è un altro alfabeto, che, al pari del più noto, ha per l’essere umano la medesima funzione: quella di aiutarlo a tirare fuori dal profondo di sé ciò che l’altro alfabeto (quello linguistico e gestuale) non riesce a caricarsi.

Bene hanno fatto le tantissime scuole che hanno aderito all’iniziativa aprendo tutte le stecche del ventaglio per fare apparire l’immagine raffigurata sulla tela che le avvolge, l’immagine completa e magnifica, dell’opera d’arte prima celata.

Questo è stato “Nessun parli…” ovvero la dimostrazione della potenza della musica capace di contenere la poesia con la sua ritmica, la pittura capace di disporsi sulla tela sotto la suggestione della musica, il canto che sulla musica si poggia e si stende fino a diventare preghiera, la danza che sotto l’impulso musicale fa librare il corpo facendolo diventare capace di dire gioia o sofferenza e tanto altro ancora.

Qui ci soffermiamo, doverosamente perché questo genere di eventi richiede un notevole sforzo organizzativo, sull’evento organizzato dalla scuola Giacomo Albo di Modica al quale siamo stati presenti. La dirigente Fernanda Grana ha messo su un’organizzazione complessa con la presenza di numerosi esperti esterni che, sotto la sua regia, uno ad uno, hanno aperto in sequenza e con sapienza, ciascuno una di quelle stecche del ventaglio per fare apparire l’opera d’arte raffigurata sulla tela del medesimo.

Ci sembra doveroso nominarli uno ad uno, perché solo tanti attori potevano riuscire a dispiegare tutto il ventaglio.

Sotto la regia e la conduzione della Dirigente Grana, il Presidente dell’A.G.I.mus (Giuseppe Basile) ha sottolineato l’importanza e il valore delle realtà associative;

il M° Compositore (Sergio Carrubba) ha eseguito dei brani per sottolineare il connubio “musica e poesia” – “musica e cinema”;

il Presidente del Caffè Letterario Salvatore Quasimodo (Domenico Pisana) ha letto delle poesie di Bufalino e di Carducci per sottolineare il connubio “suono e anima” ovvero come la musica apra la porta all’ispirazione;

il direttore del Corpo Bandistico città di Modica (Francesco Dipietro) per sottolineare come la musica sia espressione e fonte di identità culturale;

per la danza, il direttore dello Studio Khoreios (M° Caterna Abela) tramite una performance di due allieve di danza che si sono esibite in “Experience”, la danza dell’anima, ovvero come il corpo può riuscire a dare parole all’anima;

per musica e pittura, l’artista (Guido Cicero) si è esibito in un’estemporanea su musica;

Il tutto condito da sottofondi e intervalli sonori con il contributo di Gianluca Abate (pianoforte), Pietro Vasile (violino), Saro Cannizzaro (esecuzioni canore). Inoltre, durante l’iniziativa, gli alunni della scuola si sono esibiti in canti, danze ed esecuzioni di brani con strumenti vari.

Carmela Giannì

 

 

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