sabato, 14 dicembre 2019
Deposizione

L’ARTISTA VEDE OLTRE

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PresenzeMediterraneo oggiritmo ed energiaIl mare questo sconosciutoCorcifissioneIl 6 dicembre si è aperta, presso i locali della Fondazione “G. P. Grimaldi”, la mostra di Roberto Cesareo, che si protrarrà fino al 26, “Dal segno… al sogno”.

Dai disegni alle miniature, dai quadri alle terracotte, il viaggio comunica il mondo interiore e il pensiero dell’artista in tutte le sue sfumature.

Narra il mondo, con le sue brutture, la guerra, la devastazione della natura, la disperazione di chi è costretto a lasciare la propria terra, ma lassù, nel cielo, fra le nuvole scorge la speranza di qualcuno che guarda il mondo con pietà e conforto. Spiega il legame essenziale e inscindibile fra l’uomo e la natura attraverso l’umanizzazione degli alberi che denunciano come violentare la natura non sia altro che violentare l’umanità. Denuncia la stupidità della guerra di fronte alla saggia neutralità del pianeta.

Il fascino delle opere di questo artista è arricchito dalla molteplicità delle tecniche che abitualmente affronta, ripercorrendo spesso le strade indicate dagli antichi maestri e non attraverso una rivisitazione fantasiosa ma rispettando scrupolosamente gli strumenti usati, addirittura cercando vecchi materiali per ricreare con maggiore suggestione il passato. Le sue mostre pertanto rivelano sempre nuove scoperte e regalano nuove sorprese, non sono mai prevedibili e scontate.

Alla base di tutto questo c’è una profonda, intensa curiosità artistica, quella curiosità che, da professore, condivideva con i suoi alunni quando li accompagnava a scoprire le bellezze architettoniche della città, quella curiosità che stimolava e affascinava i ragazzi facendo loro apprendere molto di più che non mille lezioni verbose e soporifere.

Perché l’artista vede oltre, il suo sguardo penetra le cose, le persone, i fatti, la storia, lo fa con una mente capace di aprirsi al mondo più della nostra, lo fa con la curiosità di capire, di scavare, di sperimentare. Il mondo dell’artista è un mondo di scoperte, di meraviglia continua di fronte alla realtà ma anche di fronte all’immaginazione, o meglio di meraviglia stimolata dall’immaginazione. Tutto questo si traduce nell’impellenza di comunicare col mondo, perché il mondo altro non è che un’estensione di sé. Occorre però la capacità di farlo e questa è un dono, il dono che trasforma l’uomo in artista e che ne fa la fonte che riversa in noi, che tale dono non possediamo, pensieri, scoperte, sensazioni. Ecco perché occorre impadronirsi delle tecniche del presente e del passato, un modo, anche questo, di spiegarci che presente e passato non esistono, esiste solo il mondo, la vita, il tempo che scorre e torna su se stesso in un cerchio continuo e immutabile che raccoglie tutte le cose e tutta l’umanità.

LuM

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