domenica, 17 ottobre 2021
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A LORO LA PAROLA

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La parola a loro, cioè alle candidate che concorrono alla formazione del futuro Consiglio Comunale.

In questa tornata di elezioni amministrative sono davvero tante: in tutto, disseminate nelle varie liste sono un centinaio circa. Sono tante perché lo prevede la legge elettorale vigente.

Le leggi elettorali che in questi anni si sono susseguite progressivamente hanno sempre più tentano di introdurre le donne affinché queste possano concorrere apportando il loro contributo nell’amministrazione della cosa pubblica, avvicinandosi sempre più allo spirito della Costituzione italiana.

Ovviamente i legislatori raccolgono l’istanza di parte dal genere femminile che chiede di non essere escluso, ma forse tiene anche conto del fatto che l’integrazione di un altro punto di vista non può che giovare al prodotto politico.

Insomma la circostanza attuale mostra l’inedito di una presenza femminile davvero cospicua.

Tutti però sappiamo che tra l’essere candidate e il venire elette c’è in mezzo il mare, forse l’oceano.

Le donne infatti sono soggetti meno pubblici, quindi meno note all’elettore che, trovandosi davanti all’opportunità di poter esprimere la doppia preferenza di genere magari si trova a dover scegliere tra anonime figure, a meno che non abbia candidata nella lista di sua preferenza una parente.

Le donne, sia che piaccia o meno ammetterlo, non vivono la piazza, certo l’attraversano, ma raramente vi ciondolano ritagliandosi del tempo per esprimere il loro sentire politico, non frequentano più di tanto i circoli, non dirigono aziende con numerosi dipendenti, insomma vivono una vita più defilata, più assorbita in termini di tempo dalle relazioni familiari, ne consegue che hanno meno opportunità di far conoscere la loro passione politica; la loro personalità (fattore importante nel venire scelte) è meno nota, a livello diffuso, di quella degli uomini.

Nasce dall’osservazione e dalla conoscenza della realtà l’evento organizzato dalla Consulta Femminile del 25 maggio a partire dalle ore 19, presso l’Aula Consiliare. Nasce per dare loro parola, per farle esprimere, per dare loro visibilità. Tutte insieme naturalmente, perché la Consulta Femminile sta al di sopra delle parti, è un organismo plurale nella sua composizione e formulazione di idee e proposte e, fa sempre bene ribadirlo, fuori dalle logiche partitiche.

L’essere neutrale della Consulta verso le parti in competizione è voluto dalla legge che l’ha istituita (L.R. 27/77), ma è anche gradito alle componenti donne che hanno deciso questo mezzo per agire la politica senza necessariamente percorrere il canale disagevole dei comitati elettorali dove la maggiore parte di loro si percepisce come oggetto utile nelle competizioni e poi nulla.

L’essere insieme tra donne pur nella diversità di vedute viene vissuto come una ricchezza di confronto e come opportunità per uscire dagli schemi ingabbianti tipici dei partiti dove ci si deve comportare necessariamente, per ragioni elettorali, da avversari.

Quelle che, per agire il diritto/dovere di contribuire alla politica, hanno scelto questa modalità che possiamo definire “modalità ponte” tra società ed Istituzione, che si accontentano del potere consultivo, non vincolante, quelle che con generosità e disinteresse hanno deciso di offrire un contributo di idee per il bene collettivo, auspicano che nell’Istituzione le donne ci siano, ci siano numerose, perché si sa che l’essere minorità numerica realizza irrilevanza.

Auspicano e quindi agiscono per promuovere la partecipazione femminile ai luoghi delle decisioni per due ragioni: il primo per vedere realizzare un prodotto politico integrato dalle due ottiche (maschile e femminile) che sono ottiche differenti, quindi un prodotto che rispecchi la naturale composizione sociale; secondo, perché la comunicazione tra società ed Istituzione risulterà certamente più agevole se le donne vi sono presenti, certamente l’ascolto reciproco sarà più rispettoso, la presa in considerazione dell’altro più spontanea.

La Consulta Femminile, lo abbiamo già affermato, è un ponte tra il dentro e il fuori e si adopera per costruire ponti tra il pensiero che scaturisce dall’ottica maschile e quello che scaturisce dall’ottica femminile.

Uno dei punti dello statuto della Consulta è quello di promuovere la partecipazione delle donne alla politica, per questo mette in essere, tramite l’evento del 24 maggio, un’azione dispari, mette al centro le donne, perché l’obiettivo è quello di realizzare pari opportunità di visibilità e comunicazione, a beneficio della buona politica che necessita di consapevolezza e responsabilità da parte di tutti.

Carmela Giannì   

 

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