domenica, 17 ottobre 2021
33173117_1892987274066167_8303479630774403072_n

LA MADONNA DELLE GRAZIE SI PORTA DENTRO AL CUORE

Print pagePDF pageEmail page

Il santuario di Santa Maria delle Grazie, è una chiesa seicentesca, sorta nella parte bassa della nostra città.

L’edificazione del santuario fu decisa in seguito al ritrovamento in loco, il 4 maggio 1615, di una tavoletta di ardesia raffigurante la Madonna con in braccio il Bambino; la narrazione riporta che la tavoletta bruciò incessantemente per tre giorni, dentro un cespuglio di rovi, senza consumarsi, per cui si gridò al miracolo e il popolo volle che ivi fosse innalzato un edificio di culto.

I lavori, affidati all’architetto siracusano Vincenzo Mirabella, iniziarono subito, subendo una momentanea interruzione per la sopraggiunta morte del Mirabella, nel 1624.  Un mausoleo all’interno ne contiene i resti mortali.

Risalgono ai primi del Seicento il portale laterale, con le sue finissime decorazioni di stile tardo rinascimentale sotto il timpano spezzato, e probabilmente la torre campanaria alla sinistra del colonnato sul prospetto principale, peraltro rifatto, quest’ultimo, dopo il terremoto del 1693, in stile tardo barocco, con le robuste colonne binarie sporgenti, che ricordano quelle del Duomo di San Giorgio.

La Madonna delle Grazie fu proclamata patrona principale di Modica con decreto vescovile del 3 agosto 1627, come da richiesta della civica assise risultante nella Copia Consilii Civitatis Moticae del 1626, trovata presso l’Archivio generale dell’Ordine Carmelitano in Roma.

Un dipinto sulla volta dell’abside, in cui campeggia Maria sullo sfondo della città, recita: Ecce Mothuca Mater Tua.

Nel gennaio 2015, il santuario è stato elevato alla dignità di basilica minore (da Wikipedia).

“Alla Madonna delle Grazie sono stati attribuiti diversi miracoli, come quello verificatosi in seguito al crollo del materiale accumulato nel piazzale per la costruzione della Chiesa: i fedeli che erano stati sepolti dalle macerie rimasero illesi.

In diverse occasioni la cittadinanza ha invocato la Madonna per liberare Modica dalle ricorrenti epidemie di peste; ad una in particolare, quella del 1709, fa riferimento l’elegante epigrafe sormontata da angeli, murata sul fianco della chiesa in segno di ringraziamento alla Vergine per aver liberato la città dal contagio: la sacra immagine, infatti, dopo essere stata portata in processione per le vie di Modica, pose fine all’epidemia.

Fu tale il sentimento di gratitudine della popolazione modicana nei confronti della Patrona per aver salvato la città dalla pestilenza, che anche l’Archiatra dello Stato di Modica, Francesco De Paula Matarazzo, nonostante l’atteggiamento laico tipico dello scienziato, informava nella sua relazione scientifica – formulata in occasione dell’epidemia che aveva causato 6000 vittime, in un volume dal titolo “De epidemica lue”, tradotto dal prof. Giuseppe Raniolo e pubblicato dal Santuario in occasione del Terzo Centenario dell’evento – che questa era cessata grazie alla somministrazione di cure adeguate e, a testimonianza di quanto fosse forte il legame tra la popolazione e la Madonna(dal sito web Madonna delle Grazie e S.S. Salvatore, due chiese, una sola comunità ).

Sono trascorsi quattrocentotre anni dal ritrovamento della tavoletta raffigurante l’Immagine della Madonna e del suo Bambino, e Modica resiste ancora e, con fiducia, pone il suo popolo ai suoi piedi.

Tutti noi modicani, me compresa, possiamo dire di avere ricevuto tantissime grazie, affidandoci alla Madonna delle Grazie.

Tutti noi modicani portiamo nel cuore pianti nascosti, rinfrancati da una preghiera accorata.

Coi nostri piedi scalzi andiamo alla Madonna, sperando che ci venga incontro, portiamo i nostri bambini e le nostre speranze e glieli affidiamo come fosse. e lo è, la nostra Mamma.

Siamo stati in tanti ad accompagnarla in processione, siamo stati in tanti che non l’abbiamo pensata proprio nel suo giorno, siamo stati in tanti, cittadini modicani e turisti a visitare il Santuario, ad ammirare il simulacro restaurato che raffigura il Salvatore e la Madre in atteggiamento pregante, siamo stati in tanti, ma siamo sempre meno credenti e meno fiduciosi, eppure ci affidiamo a Lei nel momento del bisogno, dimenticandoci chi siamo e perché viviamo, gridiamo solamente all’apparenza ingannevole di chi ci vuole tali.

Per principio non parlo dei festeggiamenti del 20 maggio di quest’anno alla Madonna.

La Madonna delle Grazie, prima che a spasso si porta dentro al cuore.

Sofia Ruta

Condividi!