mercoledì, 30 settembre 2020
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DAGLI SCORCI MODICANI AGLI SCONCI MODICANI

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Qualche giorno fa un giovane amico, orgogliosamente modicano e cultore delle bellezze e del folklore della sua città, ha postato su Facebook delle foto di angoli preziosi ed incontaminati nei dintorni della chiesa del Ss. Salvatore.

Giochi di tetti, archi e cortili, edicole sacre, vicoli e scale, balconi e portali barocchi, gatti nel sole.

Nelle zone poco battute dai turisti queste oasi di pace sono frequenti: niente street-food o happy hours, solo quiete e meditazione.

Ben diversa è la situazione lungo le vie principali della città. Il Corso, da Piazza Rizzone fino a san Francisco ‘a cava, è un’unica sequenza di tende, gazebi, ombrelloni, fioriere, tavolini, sedie e pedane che tolgono spazio anche ai pedoni. E poi una quantità di negozietti pieni di souvenir, in gran parte “made in Caltagirone” quando non “made in China”. Praticamente un souk ad esclusivo uso di un turismo mordi e fuggi.

Una recentissima deliberazione del Consiglio Comunale consentirà a breve la sostituzione di tende e ombrelloni con strutture fisse, chiuse da vetrate. Riuscire a vedere i palazzi barocchi attraverso una barriera di serre affollate di umani che si strafogano di granite e pezzi duri, cercando di ignorare la bruttura di alberi capitozzati brutalmente ed evitando di essere investiti da automobilisti inferociti dalla mancanza di parcheggi e ostacolati da trenini multicolori, comincia ad essere un’impresa.

Nel resto della città regna il nulla.

I turisti che salgono a Modica Alta col trenino verde passano per strade ricche di palazzi antichi i cui bassi erano, fino a qualche tempo fa, botteghe e laboratori artigiani, ricchi di vita. Adesso, tante, troppe serrande chiuse. Tante, troppe case abbandonate.

Un’unica nota di colore, ahimè stridente ma indispensabile, i cassonetti della spazzatura. Questi nuovi compagni di vita, che diventano peripatetici al primo acquazzone, oltre che vuotati regolarmente andrebbero posti in modo da non essere troppo invadenti nei confronti del genius loci.

A Piazza San Giovanni, l’antico palazzo Napolino de Naro Papa, da anni acquisito al patrimonio comunale e regolarmente lasciato decadere, vede il bel portico celato da vetture e furgoni parcheggiati lecitamente davanti, in una zona recentemente destinata alla sosta. In più, il portone settecentesco ospita una fila di sgargianti contenitori per la differenziata. Bel modo di rispettare la storia, l’arte, la cultura e la bellezza. Bel modo di rispettare Modica e i Modicani.

Non c’è che dire: dagli scorci modicani agli sconci modicani.

L.dNP

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