sabato, 3 Dicembre 2022

ANCHE IL LUPO HA UN CUORE ** (cyberfavola, narrazione fantasiosa… ma non troppo)

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Dicono che da noi il lupo c’era una volta. Non si comincia ogni favola dicendo: c’era una volta? Ora da qualche tempo in giro ci sono solo cani-lupo. Ci sono, ma al guinzaglio del loro padrone. Il cane lupo, o pastore tedesco, infatti, può essere pericoloso tanto quanto il pitbull o come il rottweiler, perciò è meglio stare attenti, starne lontani, perché fidarsi è bene, non fidarsi è meglio; sempre cane è. E come cane deve essere trattato. A maggior ragione, da qualche tempo, è prudente non avventurarsi in contrade che non si conoscono, potreste imbattervi nel lupo vero e proprio, che pensavate scomparso da tempo o migrato in altre zone meno abitate dall’uomo. Supponiamo che, amanti come siete del paesaggio della campagna, pensate di fare una bella passeggiata in contrada Bosco. La chiamano Bosco, probabilmente perché “in illis temporibus” ci sarà stato lì realmente un bosco e per intendersi qualcuno, rispondendo a qualcun altro, rispondeva: vado al bosco, “vaiuovuoscu”. Se andava al bosco, ad es. a far legna, era perché di lupi non ce n’erano più, anche se di bosco si trattava; almeno così lui pensava e a lui avevano detto.

Ma i lupi hanno le zampe e sulle zampe si spostano da un luogo a un altro. E se tutto a un tratto, mentre carico di legna, tra il lusco e il brusco, pensava di tornare a casa, si fosse visto sbarrare il cammino da un lupo? Che avrebbe fatto? Per la paura avrebbe lasciato cadere la legna dalle braccia con grande “tuono” che avrebbe fatto fuggire il lupo a gambe levate. E pure lui a gambe levate, ma dall’altra parte.

Del lupo comune (canis lupus), Hans-Wilhelm Smolik* scrive esisterne 21 sottospecie. La lunghezza media è di 100-120 cm, la coda misura 40-45 cm., l’altezza alla spalla 75-85 cm., nell’aspetto è caratterizzato da un corpo asciutto, dagli inguini molto stretti, lunghe zampe, coda cespugliosa, il più delle volte stretta tra le gambe, testa grossa con fronte spaziosa, muso allungato e appuntito, occhi obliqui e orecchie ritte.

La caratteristica più simpatica del lupo è, però, il suo spiccato senso della famiglia.

Ora qualche lupo o animale a quattro zampe (due + due), molto simile al lupo, mi riferisce qualcuno, è stato notato aggirarsi per le strade cittadine; i lupi, quando hanno fame, non ci vedono dalla fame e arrischiano di avvicinarsi all’abitato e, se possono, e appena possono, aggrediscono le pecore chiuse nell’ovile. Ma in città non ci sono pecore, ci sono cittadini, donne, uomini e bambini di tutte le età. Quatti quatti si avvicinano con fare guardingo e allungano lo sguardo verso la preda. Magari sulle prime il lupo sorride alla preda, ma nella sua testa pensa: ”dopo – quando dico io – farò io i conti”; sì perché in cuor suo (anche il lupo ha un cuore)) sa che i conti li fa solo lui, contrariamente al detto “…poi faremo i conti”. Questo lupo pare abbia occhi “lupigni”; ma per forza – direte voi – è un lupo! Dovrebbe, forse, averli d’agnello? Non può averli d’agnello, perché l’agnello, da che favola è favola, è stato sempre sbranato e divorato dal lupo. E questo invece è un lupo, in carne e ossa, è lui che sbrana e ci trova… gusto.

Guardategli anche le orecchie. Sono ritte! “tendono in alto”. Attenti al lupo: lui “stapi a scutari” (1). Ascolta, ma ciò che ascolta deve servire a uno scopo altro, al suo.

Anche il naso e la bocca è da lupo.

La voce è un po’ camuffata da agnello: ha una vocina un po’ stridula, ma non tanto da non riuscire accattivante e simpatica. Tutto sommato questo lupo è proprio simpatico a tutti (o quasi). Sembra, sembra un lupo docile, addomesticato, amico dei cittadini e della città. Che l’abbia incontrato (beato lui!), durante qualche passeggiata per le campagne e ammansito santo Francesco? La città, lui l’ama, come KaymanB.,(2) proclamava, qualche tempo fa, di amare il suo paese: ricordate? “Amo l’Italia”. Ma amava, per la verità, i suoi interessi, che erano (soprattutto) e sono in Italia!

Il cyberfavolista

(1)  Nel nostro dialetto “scutari o ascutari” significa, talora, più che ascoltare.

(2) Personaggio della sempre viva e attuale “commedia dell’arte” italiana.

*  Hans-Wilhelm Smolik, Enciclopedia illustrata degli animali, Feltrinelli Editore, Milano.

** Nel testo si trovano frasi allusive, qualcuna senza senso (apparente), intendimenti che possono indurre a fraintendimenti. Ma questa è… la favola!

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