mercoledì, 1 Febbraio 2023

L’IMPERATORE È NUDO

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Come nella favola di Andersen, il bambino dice la verità. Il bambino quando parla non ha l’intenzione di indurre chi ascolta nell’errore per favorire il proprio interesse. Il bambino esprime quello che pensa, racconta quello che vede e che va scoprendo man mano. Quando il bambino mente, lo fa perché è trascinato dalla fantasia, mai dall’avidità o dalla malignità.

I bambini di oggi, si dice, crescono troppo presto, ma non sono loro a volerlo, siamo noi che li gettiamo nella nostra realtà, una brutta realtà, fatta di crudeltà, avidità, ipocrisia, falsi modelli che imponiamo loro spingendoli a diventare come noi, in pratica degradandoli al nostro livello.

Alcuni bambini però se ne sono accorti e hanno cominciato a protestare. Con forza. Come ha fatto Greta Thunberg, quella ragazzina che, con viso limpido e ferma lucidità, ci ha rovesciato addosso tutte le nefandezze che noi abbiamo compiuto e continuiamo a compiere nei confronti del nostro pianeta, sporcandolo, inquinandolo, avvelenandolo, uccidendolo. In nome di che cosa? Delle nostre comodità e della nostra pigrizia.

Tanti, troppi, non hanno capito. “Non siete abbastanza maturi da dire le cose come stanno. Lasciate persino questo fardello a noi bambini. […] La biosfera è sacrificata perché alcuni possano vivere in maniera lussuosa.  La sofferenza di molte persone paga il lusso di pochi. Se è impossibile trovare soluzioni all’interno di questo sistema, allora dobbiamo cambiare sistema.” Con queste parole semplici e dirette la ragazzina ha descritto il nostro sistema di vita, la nostra pochezza, la nostra indifferenza colpevole e stupida. L’ha detto chiaramente, lei, se noi non lo capiamo, la colpa è solo nostra. Mettiamoci bene in mente le sue parole: noi non siamo abbastanza maturi, noi adulti, noi che dovremmo insegnare loro quello che è giusto e quello che è sbagliato, quello che si può fare e quello che non si deve, insomma coltivare la loro personalità per farli crescere e maturare (capito? maturare! Proprio noi che non siamo abbastanza maturi, se ne son accorti pure loro).

E’ stata proposta per il Premio Nobel, ma, diciamo noi, dovrebbe essere un Nobel per il coraggio della sincerità, che ancora non è stato istituito.

E’ stata anche trattata con sufficienza, irrisa, attaccata sui giornali e sui social. Poiché affetta da sindrome di asperger, si è giocato su questo per banalizzarne la protesta. Ma lei è semplicemente una bambina che si guarda intorno e dice quello che vede e vede che l’imperatore è nudo.

Ma l’uomo, l’adulto, ha paura della verità. Perché ha perduto i sogni, la curiosità, la fantasia. Ha perduto la coscienza di sé. Gli resta solo un’immagine fittizia, che lo spinge a emulare gli altri, a spersonalizzarsi per confondersi nella massa. Da qui il successo dei social, da qui il dilagare di foto per esibire se stesso e ciò che possiede, dal cibo alla macchina alla casa alle cose. E’ la scuola della pubblicità, che lo spinge a pubblicizzare sé non per distinguersi ma per essere come tutti gli altri. Per sentirsi appagato illudendosi di emergere ma in realtà confondendosi in mezzo alla massa.

Siamo convinti che i bambini siano ingenui e creduloni. Perché credono a Babbo Natale? Ma noi non crediamo forse al segretario politico di turno? Chi è più ingenuo?

I bambini l’hanno capito che i veri creduloni siamo noi, allora cercano di aprirci gli occhi, perché per loro è ancora più importane che per noi. Se infatti consegniamo loro un mondo più malato di quello attuale, chi ne pagherà le conseguenze, chi sarà maggiormente danneggiato? Loro, solo loro. Come sempre.

 

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