mercoledì, 1 Febbraio 2023

NON FERMIAMOCI AI TITOLI, LOTTIAMO!

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Non fermiamoci ai titoli, lottiamo ogni giorno e gridiamolo forte: la nostra vita non è in possesso degli ignoranti.

Cito solo alcune delle notizie di cronaca che leggiamo, ascoltiamo o che ci vengono mostrate ogni giorno, stuprando e violentando tutte le donne ma anche i bambini che non voglio menzionare per rispetto e per non divulgare la cattiveria di chi senza ritegno rimugina veleno. Non una sola volta dunque ma migliaia di volte, tutte le volte che chi ci giudica, che sia giudice o semplice accusatore oltre che assassino, si appropria di un diritto che non gli appartiene: la nostra vita.

Stupro, imputati assolti perché, per le giudici, la ragazza “è troppo mascolina”. I fatti risalgono al marzo del 2015, quando una ragazza di origini peruviane si presenta in ospedale con la madre, dicendo di essere stata stuprata alcuni giorni prima da un coetaneo, mentre l’amico faceva da palo. Il processo di primo grado concluso nel 2016, condanna il ragazzo a cinque anni e l’amico a tre. Fanno ricorso in appello e un anno dopo vengono assolti. Nelle motivazioni le giudici hanno fatto riferimento all’aspetto fisico della 22enne, sostenendo che l’ipotesi di stupro non fosse credibile vista la presunta “mascolinità” della vittima. Se ne parla in questi giorni, perché il Ministero di Giustizia si sta muovendo sul caso di questa sentenza.

Napoli, una donna di 37 anni è stata trovata morta nel suo appartamento. Quando la polizia è intervenuta dopo la richiesta di aiuto al 118, ha trovato a casa il marito della vittima. Poco prima della tragedia tra i coniugi ci sarebbe stata una lite. Gli investigatori stanno verificando questa versione.

Femminicidio anche a Messina. Al termine di un lungo interrogatorio Chistian Ioppolo, 26 anni, ha ammesso di avere ucciso la fidanzata di 23 anni. E’ imminente il provvedimento di fermo.

Genova, uccise la compagna: condannato con l’attenuante della “delusione”. Il legale: ” Torna il delitto d’onore”. Il Pm aveva chiesto 30 anni, il giudice applica gli sconti di pena per l’attenuante e il rito abbreviato e lo condanna a 16 anni: “Era disperato”. Nella motivazione della sentenza si legge che l’uomo ha colpito perché mosso “da un misto di rabbia e di disperazione, profonda delusione e risentimento”.

Aggressori assolti dall’accusa di omicidio: la vittima “si divertiva”. E’ morta a soli 16 anni dopo essere stata drogata e stuprata con un palo. I fatti risalgono all’ottobre 2016 e dopo due anni i giudici si sono espressi sulla vicenda. I tre imputati sono stati assolti dall’accusa di omicidio e stupro venendo condannati per il solo reato che riguarda la somministrazione di sostanze stupefacenti. Per i giudici infatti la giovane era consenziente e si stava divertendo durante l’atto sessuale.

Poi c’è l’orrore di una morte atroce per una giovane ragazza, sezionata e fatta a pezzi mentre era ancora viva (immaginiamo solamente il dolore e il terrore della povera fanciulla e dei suo cari che oltre ad averla persa in modo orrendo, ne sentono parlare ogni momento).

Poi ancora, a Napoli, ragazza violentata in ascensore: fermati tre giovani incastrati dalle immagini di videosorveglianza e uno già rilasciato. La ragazza ha riferito di un precedente tentativo di violenza e che i tre l’avrebbero avvicinata nuovamente per “scusarsi”, gli stessi insistono a dire che li ha provocati lei.

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Alcune donne possono raccontarlo, altre non ci sono più e sono tante, in alcuni casi l’omicida si è anche suicidato o ha ammazzato per ripicca i propri figli.

Non ho scritto i nomi delle Donne uccise di proposito, non voglio essere complice degli assassini mediatici, desidero solamente rispetto per chi subisce violenza. Vive o morte, le Donne non devono essere uccise dall’ignoranza umana, si rispettano abbassando gli occhi a terra per non fare piangere il cielo… la sconfitta peggiore per gli umiliati che umiliano è questa, costringere il cielo a piangere allagando la nostra umanità e togliendoci la fede e il bisogno di amare semplicemente e senza nessuna forma di possesso.

Sofia Ruta 

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