mercoledì, 1 Febbraio 2023

TRIBUNALI DA RIAPRIRE, LA PAROLA PASSA AGLI ENTI LOCALI E ALLA POLITICA

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Dopo varie sollecitazioni e richieste – avanzate anche da parlamentari del Movimento 5 Stelle – il Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ha incontrato una delegazione del Coordinamento nazionale per la giustizia di prossimità. Il confronto si è svolto martedì 19, al Ministero: due ore che sono servite ad esporre al titolare del dicastero le ragioni di una vertenza che ha come obiettivo finale quello della riapertura dei trenta tribunali soppressi dalla riforma della geografia giudiziaria del 2012. Obiettivo, tra l’altro, previsto anche dal contratto di governo tra Lega e Cinque Stelle. E su questo hanno insistito i rappresentanti del Coordinamento nazionale.

Il ministro ha dimostrato disponibilità, anche perché la riforma della geografia giudiziaria non ha portato nessuno dei benefici ipotizzati. Anzi. Sono aumentati i disagi e le disfunzioni del sistema-giustizia e, parimenti, si è moltiplicato lo spreco di denaro pubblico, violando la norma di invarianza: l’accorpamento di un tribunale ad un altro non deve comportare nessun costo aggiuntivo. Norma allegramente disattesa, ad esempio, nell’accorpamento del Tribunale di Modica a quello di Ragusa.

La disponibilità di Bonafede ha, tuttavia, un limite: il Ministero non ha i soldi per procedere alla riapertura dei Tribunali soppressi: l’impegno finanziario deve essere assunto dalle Regioni o dalle Province.

Qui si inserisce la vicenda dei Tribunali siciliani di Modica, Mistretta e Nicosia.

“L’8 marzo 2018 – afferma l’avvocato Enzo Galazzo, segretario del Coordinamento nazionale in una nota fornita al ministro – l’Assemblea regionale siciliana ha approvato la legge di stabilità numero 8 che, all’art. 15, comma 13, recita: al fine di favorire l’esercizio di funzioni giudiziarie nelle sedi dei tribunali soppressi di Mistretta, Nicosia e Modica, l’Assessore regionale delle Autonomie Locali e la funzione pubblica promuove e sostiene la stipula di nuove intese con il Ministro della giustizia, ai sensi del comma 4 bis dell’art. 8 del decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 155 e successive modifiche ed integrazioni autorizzando, per le finalità di cui sopra, la spesa di 50mila euro per ciascun tribunale e per ciascun anno del triennio 2018/2020 a valere sul bilancio regionale”. L’attuazione di questo fondamentale passaggio richiede solo la stipula di un accordo tra la Regione siciliana e il Ministero, accordo che il ministro si è detto disponibile a firmare. Cosa, tra l’altro, già fatta per superare le criticità derivate dal sequestro del Tribunale di Bari e dall’individuazione di un sito alternativo.

“Quanto ai costi– afferma ancora la nota – segnaliamo che con provvedimento pubblicato il 23 gennaio 2018 il Ministero ha indetto una procedura finalizzata alla individuazione, nel territorio di Ragusa, di un immobile dove ospitare in locazione uffici giudiziari a servizio dell’omonimo Tribunale, impegnando considerevoli somme (oltre cinquecentomila euro l’anno) e ciò a fronte della disponibilità sul territorio del palazzo di giustizia di Modica – dove è già allocato l’archivio – distante appena dodici chilometri inaugurato solo pochi anni fa.

La stipula della convenzione consentirebbe l’utilizzo di locali assolutamente idonei evitando sprechi e senza dare luogo ad alcun costo per il Ministero. Considerazioni analoghe possono farsi per i Tribunali di Mistretta e di Nicosia”.

Alla luce dell’esito del vertice romano è questa la strada percorribile per restituire ai territori siciliani presìdi di giustizia cancellati inopinatamente con un colpo di penna.

Ora la parola passa ai politici siciliani che devono impegnarsi per non vanificare le battaglie fin qui combattute e, soprattutto, per dimostrare concretamente di essere degni di rappresentare quei cittadini ai quali hanno chiesto consensi elettorali. Spesso, ottenuti sulla base di semplici, inebrianti e vacue promesse.

Del Comitato nazionale erano presenti a Roma le delegazioni di Sant’Angelo dei Lombardi, Ariano Irpino, Modica, Sala Consilina, Mistretta, Vigevano, Tolmezzo, Lucera e Nicosia. Dopo l’incontro con il ministro, i rappresentanti sono stati ricevuti dall’onorevole Renzo Tondo che ha costituto un gruppo interparlamentare per lo scopo. A seguire, infine, la delegazione è stata ricevuta anche dal sottosegretario alla Giustizia, Jacopo Morrone, della Lega.

Concetto Iozzia

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