sabato, 13 Agosto 2022

LA SCOMMESSA AMOROSA DI PEDRO CANO

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Da Bufalino “Bisogna essere intelligenti per venire a Ibla… ci vuole una certa qualità d’animo…” ed è proprio quest’ultima che traspare dalle opere dell’artista di origine spagnola, Pedro Cano, esposte in Via Sant’Anna a Ragusa.

Spingendosi a sud di Napoli, città cui fanno capo in genere gli itinerari turistici di massa, la sua sensibilità pittorica, di respiro internazionale, si ritrova a scoprire l’incantevole armonia di due città distanti solo fisica­mente perché unite nel concreto dal comune denomina­tore di una composizione architettonica peculiaris­sima, configu­rata con un intreccio abitativo quasi giocoso, come se a determinarlo fosse stata la mano di un unico progettista: sono Matera e Ragusa, Ibla, ritengo doveroso aggiungere io.

Non avremmo ipotizzato il ricorso all’acquerello come tecnica per raffigurare la corposità dei Sassi e la contorsione ardita del barocco ibleo, eppure Cano, forte della sua perizia in materia, l’ha scelto come strumento privilegiato per restituirci su preziosa carta fabrianese, frangiata perché fatta a mano, delle immagini rarefatte, sognanti oserei dire, sotto una luce, quasi di matrice fotografica, che a volte incombe e a volte si sottrae.

Di certo se per le 55 opere ispirate a “Le città invisibili” di Calvino l’autore ha dovuto molto giocare di fantasia, per queste invece è stato sufficiente coglierne abilmente la peculiare fisicità per farcene sentire il cuore pulsante.

E non ci ha interessato come visitatori individuare di quale scorcio o edificio importante trattasse ogni opera, il linguaggio da cartolina insomma, ma quella visione d’assieme che innesta l’uno abitato con l’altro facendoli dialogare in una sorta di abbraccio amoroso.

E se Matera guadagna nell’espansione della orizzon­talità, Ibla mostra la sua superbia nella dimensione ascensionale e quindi alla fine verticale.

Sono stati scelti infatti intenzionalmente dall’artista i due diversi formati proprio perché ritenuti adatti ad enfatizzare le peculiarità delle DUE CITTÀ A SUD, come le ha denominate egli stesso.

Il suddetto invito benevolo a trasgredire il famoso “Vedi Napoli e poi muori” di Goethiana memoria, ha spinto Cano, e noi di riflesso, più in basso lungo il nostro Stivale a toccare con occhi stupiti meravigliose realtà che l’uomo ha saputo creare nello sforzo continuo di adattamento al substrato naturale.

Per chiarire la natura della scommessa accennata nel titolo, occorre rivelare che il Cano ritiene che Ibla possa diventare anch’essa in futuro capitale europea della cultura.

La qual cosa non ci dispiacerebbe affatto, anzi!

La mostra sarà godibile fino al 14 luglio dal martedì alla domenica nei seguenti orari: 10/13 – 17/21.

Servizio e foto diAnna Caschetto

 

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