sabato, 13 Agosto 2022

LA SCUOLA CHE DIVENTA FAMIGLIA…

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Ed ecco giunta la fine di un altro anno scolastico, è tempo di bilanci, di scrutini, di esami e di prese di coscienza…

Si, questa, la coscienza: un’entità troppo celata e fragile, una facoltà che studiosi un tempo provavano a scoprire per varcare confini mai esplorati prima, come viaggiatori spaziali dell’io e del tempo in cui questa si contorce e si dilata propagando quella sua fragile e indefinita essenza che spinge il mondo in avanti in realtà, si evolve l’umanità grazie alla coscienza o perlopiù in questo tempo di quello che ne rimane.

Quest’anno scolastico appena concluso è stato un anno per me molto particolare, un anno lavorativo come mai ne avevo vissuti prima, un anno che mi ha davvero scosso e che ha lasciato un segno molto profondo in me…

Credo che sia stato un anno così complesso tanto che la coscienza più intima di tutti quelli che lo hanno vissuto con me sia stata così scossa da non dimenticarne mai le fattezze.

Noi pionieri del futuro, nel bel mezzo del percorso verso la maturità siamo stati risucchiati da un vortice spaventoso che di colpo ha spazzato via la luce, spazzato via quel sorriso, spento i suoi occhi per sempre…

Di colpo, ho visto tutte le speranze dei miei ragazzi frantumarsi come specchi, e noi adulti tutti lì, come pietre nere, guardavamo con gli occhi serrati, piangevamo con loro Vanessa, la nostra ragazza dal sorriso radioso…

Ed io lì cercavo di dare un senso a quel cumulo di macerie, pezzi di speranze frantumate, fragilità ammassate… Il dolore, lo sgomento, l’angoscia, la paura, il senso di precarietà, l’apatica indifferenza per la vita ci hanno sommersi… tutti pesantemente inondati da quella nube nera di morte!

Ma ecco che accade: la scuola tutta, tutta davvero, ogni elemento della più antica comunità formativa, purtroppo oggi spesso additata e giudicata, ha reso possibile la ripresa, ogni componente di questa grande comunità era là forte e determinato a sostenere la partenza di questi giovani distrutti dagli eventi, ma consapevoli che non sarebbero mai stati soli ad affrontarli. Posso affermare di aver davvero visto la scuola che diventa famiglia, un luogo in cui ritrovare se stessi, luogo di affetti e di prove, luogo in cui sei costretto a specchiarti per affrontare ciò che bolle in te, luogo in cui ti metti davvero in discussione con la tua coscienza per capire chi sei veramente e cosa vuoi…

Ed è così che pian piano UNITI abbiamo cercato uno spiraglio per risalire in superficie per ritrovare lentamente lei, la signora che sola ci ha aiutato a ritrovare la forza, la coscienza dell’essere vivi per riconoscere appunto questo grande dono in ognuno di noi! Abbiamo lentamente ripreso a guardare in faccia la realtà e uniti, tra mille fragilità siamo riusciti a riacquistare la consapevolezza della missione che tutti abbiamo da affrontare ogni giorno: la vita! Una missione che ognuno di noi deve affrontare anche per onorare l’esistenza di chi adesso non c’è più, vivere e ritornare a sperare perché questa è la missione di noi uomini: vivere, intensamente, fino in fondo e con la consapevolezza che in noi c’è quella signora che ci sussurra spesso che dono meraviglioso possiamo essere per gli altri e per noi stessi…

Graziana Iurato

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