sabato, 13 Agosto 2022

TEMPO D’ESAMI (DI STATO ?)  

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Erano già una farsa. Gli esami di Terza Media ora sono anche una beffa. Una volta, fino a qualche anno fa, le Commissioni erano formate dai docenti interni alla scuola, che avevano tenuto insegnamenti delle varie materie nelle classi terze. Le Commissioni erano presiedute dai Presidenti, che di norma erano i Presidi, non però della stessa scuola, ma di altre scuole della Provincia, nominati dal Provveditorato agli Studi. Insomma il Presidente-Preside esterno si presumeva che assicurasse una certa serietà nello svolgimento di detti esami. Ora siamo ridotti a Commissioni formate sempre dai docenti interni, ma anche il Presidente è interno, cioè la Commissione è presieduta dallo stesso preside (ora dirigente scolastico) della scuola. Quale interesse allora ha il preside-dirigente scolastico, se non quello di promuovere tutti i suoi alunni delle terze classi e di passare sopra e oltre le insufficienze di preparazione dei suoi alunni? Se ci tiene alla sua scuola e ai suoi alunni e ai suoi docenti, e alle famiglie dei suoi alunni, allora vigila e controlla e verifica, e così facendo verifica e controlla anche il lavoro dei suoi docenti, cioè dei docenti della sua scuola e potrebbe anche essere e farsi anche garante dell’autovalutazione della sua scuola, garantendo che il livello di preparazione conseguito dai suoi alunni sia “serio”. Facendo parte della Commissione i docenti diventano Commissari, cioè docenti cui viene affidato dallo Stato (perché di Esami di Stato si tratta!) l’accertamento del livello di preparazione degli alunni, che, se riconosciuti “preparati”, conseguono il titolo di Licenza dalla Scuola Media. Ora non c’è neppure il cosiddetto Diploma! C’erano anche quelli non ritenuti e giudicati sufficientemente preparati, che, se riconosciuti tali dalla Commissione, non conseguivano la detta licenza.

Negli anni, però, tutto è “scivolato” verso il basso. Con il sistema Paese, anche questa sua parte istituzionale è scivolata. Non poteva essere diversamente.

Ora il Presidente (in assenza del preside, perché impegnato nella Presidenza di altra Commissione d’Esami finali della Scuola Secondaria di II Grado), può essere anche un docente della stessa scuola o addirittura anche una docente della scuola Primaria o d’Infanzia a cui il Dirigente scolastico delega l’incarico-compito di presiedere la Commissione d’esami. E sapete perché? Perché il MIUR ha voluto riconoscere anche ai Dirigenti Scolastici (che reclamavano il riconoscimento di tale status) delle Scuole Medie (ora sono quasi tutti Istituti Comprensivi di scuola dell’Infanzia, della Primaria e della Scuola Secondaria di 1° grado) il diritto di presiedere le Commissioni degli Esami di Maturità (chiamiamoli ancora così per intenderci), essendo Dirigenti Scolastici (ma senza l’esperienza! ch’è cosa assai importante) come gli altri colleghi delle Scuole Superiori. Per l’ambizione di farsi ufficiale superioreal comando di un battaglione, il capitano-preside-dirigente scolasticoabbandona la ”sua truppa” al suo destino. Ed è…” Caporetto”!

Capirete allora che la confusione regna sovrana. Le competenze a presiedere una commissione non si improvvisano. Sono frutto di lavoro, di impegno quotidiano, sono frutto di studio e d’esperienza e non basta una delega a darti le competenze e le conoscenze necessarie a presiedere una commissione d’esami. Che volete ancora? Siamo caduti dalla padella… e siamo già belli e bruciati e si sente già a distanza la puzza di… bruciato. Ma questo è il Paese.

Se nessuno alza la voce…

Traggo occasione per scrivere questo articolo, più che spunto, da una lettera inviata alla Redazione di OrizzonteScuola, nella quale una docente lamenta di essere sottoposta, ogni giorno, a un tour de forcedi 10 ore e più, continuative, di lavoro perché impegnata, in qualità di commissaria d’esami negli Esami di Stato di Licenza Media, e ciò solo per finire al più presto e chiudere quanto prima l’anno scolastico:

Scrive la docente-commissaria:-“una corsa contro il tempo per poter chiudere sempre prima i cancelli della scuola…. Mi trovo in commissione d’esame di stato di Terza media e, avendo più di una  classe, ho turni di lavoro disumani, più di [una] volta dalle otto del mattino fino alle otto di  sera o anche più… Si dovrebbe considerare,  nel formulare un calendario di esame, intanto le condizioni climatiche e le altissime temperature degli ambienti scolastici prive di alcun tipo di apparecchio refrigerante, e la resistenza fisica e mentale di insegnanti e alunni.”

La docente dimostra di avere più giudizio della sua Dirigente.

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Chi vince e chi perde. Chi ci guadagna e chi ci rimette.

Partiamo da chi ci rimette.

Ci rimettela serietà della Scuola; della Scuola come Istituzione dello Stato per l’istruzione pubblica: artt. 33 e 34 della Costituzione della Repubblica Italiana.

Ci rimettonole singole scuole, quale più quale meno: ci rimettonoi ragazzi che l’hanno frequentata per tre anni e percepiscono e si rendono conto, dopo aver dato gli esami e essere stati tutti promossi (100%), dell’inutilità degli esami di terza media, che non aggiungono nulla alla loro preparazione, non accertano nulla, non valutano nulla,  non certificano nulla, meno che meno le cosiddette competenze, mai acquisite e mai da nessuno verificate.

Ci rimettono ancorai ragazzi che frequenteranno le scuole secondarie di 2° grado e quelli che non frequenteranno più, perché avranno capito anzi tempo che perdere tempo non giova; meglio il lavoro quale che sia, perché il lavoro, se non l’afferri subito, non lo trovi o lo trovi con difficoltà. Si salvano solo – come sempre e come in passato – i figli di papà che si giovano delle conoscenze paterne e materne e trovano sempre chi li raccomanda.

Ci rimettonoanche i docenti, le professoresse, ormai solo femmine nell’80% e più del personale, sole sacerdotesse rimaste a celebrare i ”sacri riti” delle attività didattiche scolastiche. I docenti, anche per via di questa farsa degli esami finali di terza media, ma non solo, perdono presso la pubblica opinione sempre più di credibilità, di prestigio, di autorevolezza, rispetto degli altri e di se stessi; sì, anche di se stessi, perché alla fine percepiscono anch’essi che qualcuno ha barato, di essere stati ingannati e di restare ingannati nei risultati della loro fatica.

Ci rimette lo Stato, la società, il mercato del lavoro.

Ci rimettiamotutti noi, cittadini, che vediamo lo sfascio e lo subiamo; e fosse solo questo!

Se nessuno alza la voce…

Chi ci guadagna?

Nessuno, alla fine.

Chi, degli alunni, ha forze e sostanze sue e di famiglia ce la fa e ce la farà comunque; ma se resta e all’età giusta non emigra, ci rimette pure lui, perché resta dentro questa rete del ragno, che mafia e camorra e varie altre organizzazioni malavitose anti-Stato concorrono a tessere e dove lo Stato, nonostante la buona volontà e il sacrificio di alcuni “buoni” (vedi Falcone, vedi Borsellino) resta intrappolato.

Voce che grida nel deserto.

VDMR

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