giovedì, 21 novembre 2019
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GRETA, NON RABBIA MA PAURA

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E no, io proprio non ci sto ad ascoltare, a seguire e a dire tutto quello che vogliono darci a bere, tutto quello di cui vogliono renderci colpevoli in prima persona e non è rabbia la mia, come non lo è neppure quella che Greta, per tanti, ha mostrato durante il suo discorso alle Nazioni Unite.

Il suo viso tremante, i suoi muscoli contratti ma in movimento, i suoi occhi lacrimanti, non mostravano rabbia ma paura. Paura per un peso troppo grande da portare in prima linea col suo corpicino sensibile e anche terrorizzato che sta mostrando al mondo intero. Un mondo che dà peso ad ogni singola mossa o parola, un mondo che ci sta crollando addosso, un mondo che ha un milione e anche più di colpevoli che continuano a nascondersi e ad usare i giovani per annientarli nella loro vulnerabilità, semplicemente usando Greta.

E’ così, questo mondo che noi critichiamo e fa finta di voler proteggerci, sta facendo in modo di lavarsene le mani senza neppure pulirsele. Come?, direte voi. Ve lo dico io da ignorante, che nonostante tutto continuo a liberare la mia mente da tutto quello che mi offrono e non mi piace.

E non mi piace per niente come stanno trattando Greta. Dal primo momento questa è l’impressione che ho avuto. La stanno rendendo cattiva mentre dice cose giuste, aggressiva, arrabbiata. Un modo per rendere tutti i giovani aggressivi, intolleranti, arrabbiati riguardo a tutti gli adulti che hanno infettato la nostra vita. Si stanno approfittando del suo essere così imperfetta e nello stesso tempo troppo perfetta, perché è così che siamo tutti. Ma fra di noi la debolezza, la sensibilità spesso la nascondiamo, non per paura, semplicemente per educazione.

E allora cosa fanno loro? Ci tolgono anche questa, vogliono che i giovani si aizzino con rabbia contro il popolo che li ha fatti nascere, non contro i sovrani che per arricchirsi ci hanno ridotti tutti allo stremo, togliendoci l’aria che respiriamo e l’acqua in cui annaspiamo e che, sporca, beviamo.

Io Greta l’ho vista così, il suo viso contratto non dalla rabbia ma dalla paura per la grandezza del peso sulle spalle con la quale la stanno usando.

L’ho vista consapevole di trovarsi in una gabbia di voraci dalla quale non può più uscire, una gabbia di voraci che vuole dare la colpa, per tutte le malefatte al mondo, semplicemente a noi che ci siamo stati catapultati dentro, e per farlo, per non farsi scoprire, per non ammettere mai di avere sbagliato e di continuare occultamente a farlo, da una parte ci danno bottigliette di plastica da bere, dall’altra dicono che in mare e nei fiumi le buttiamo noi.

Quello che spero è che noi, come i nostri giovani che già da tempo bevono nelle borracce, ci educhiamo prima ancora di educare i nostri figli, non dicendoci grandi bugie ma verità infinite che potrebbero veramente salvare il mondo e la nostra vita che, demolita fin sotto le ossa, sta morendo senza tempo e senza spazio.

Sofia Ruta

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