lunedì, 18 novembre 2019
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S.O.S. NETTEZZA URBANA

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La recente disavventura del nostro concittadino che si è improvvidamente disfatto di un vecchio materasso in una strada di campagna poco battuta senza accorgersi di averlo fatto sotto gli occhi vigili del nostro sindaco, riporta agli onori della cronaca la dibattuta questione di come potersi sbarazzare dei rifiuti ingombranti.

Dopo un periodo neanche troppo lungo di rodaggio, la raccolta differenziata sta cominciando a funzionare. Il “porta a porta”, se noi cittadini impariamo a rispettare giorni ed orari in cui mettere fuori casa i mastelli giusti, va bene. Qualche problema sussiste invece per i condomini, i cui contenitori si dimostrano in certi casi sottodimensionati per il numero di utenti ai quali sono riservati, ma soprattutto per l’inciviltà di estranei che approfittano della presenza del punto di raccolta per continuare a buttare sacchi di spazzatura in mezzo alla strada.

Ci sono poi i soliti vandali che devastano e/o deturpano i recipienti con le loro stupide tags fatte con vernice spray: con un po’ di videosorveglianza e con multe salate confidiamo che il fenomeno andrà gradualmente a ridursi. Danno ancora problemi i cassonetti di grandi dimensioni dislocati in periferia o in contrade extra urbane, dove gli incivili se ne fregano di differenziare correttamente, accumulando rifiuti non riciclabili mischiati a quelli che potrebbero essere riutilizzati se smaltiti correttamente.

Per quanto riguarda il rifiuto indifferenziato, basta dare un’occhiata all’opuscolo distribuito capillarmente ai cittadini per capire cosa, come e dove disfarsene.

I punti mobili di raccolta, che servono tutta la città secondo un preciso cronoprogramma, permettono sia di disfarsi di carta e plastica/lattine che vengono pesate al fine di ottenere uno sconto sulla TARI, sia di conferire oggetti di dimensioni medie che non entrano nei contenitori dell’indifferenziato: piccoli elettrodomestici, ventilatori, sedie di plastica, giocattoli, mobiletti di legno, etc.

Se dovete disfarvi di arredi ingombranti, materassi, frigoriferi, lavatrici, televisori, computer, sfalci di prato e potatura di siepi potete chiamare direttamente il numero verde dell’IGM 800 055051. Se non vi risponde nessuno, cosa che capita spesso, è più conveniente collegarsi col sito “Modica si differenzia”, compilare il modulo di richiesta specificando il tipo e la quantità di rifiuto, e l’indirizzo presso il quale operare il ritiro. Importante: la domanda va fatta al nome dell’intestatario di bolletta TARI, solo così il servizio è gratuito! Comunicate un vostro recapito telefonico e una gentile operatrice vi richiamerà subito e concorderà con voi il giorno del ritiro, che avverrà nel giro di tre-quattro giorni.

Se poi ne avete la possibilità potete portare il vostro vecchio materasso, televisore, lavatrice e quant’altro la domenica mattina al punto di raccolta fisso, presso la zona artigianale, e il mercoledì mattina al punto mobile presso il centro commerciale La Fortezza. Ricordate sempre di portare con voi la tessera sanitaria dell’intestatario delle bollette TARI.

Se ne avete il tempo e la voglia, e vi consigliamo caldamente di farlo, collegatevi col sito “Modica si differenzia” per sapere tutto quello che serve per usufruire correttamente del servizio di smaltimento dei rifiuti. L’ignoranza non è più ammissibile.

Il servizio deve essere ancora perfezionato e ben coordinato, non sono tollerabili decisioni come quella di far sparire senza preavviso punti di raccolta o, peggio, di sopprimere il servizio nelle località balneari a partire dal 1° ottobre, presunta data di chiusura della stagione estiva, senza pensare ai residenti che certo non possono venire in città a buttare l’immondizia!

Piccola nota polemica: molti di noi sono stati accusati di aver dichiarato il falso circa le dimensioni del proprio alloggio e quindi di aver truffato il Comune che, in base ad una legge iniqua che tassa non il rifiuto prodotto pro capite ma l’area della casa, trae la parte più sostanziosa dell’attivo di bilancio. Come abbiamo detto più volte, la verifica è stata fatta da un’agenzia privata sulla base dei certificati catastali, moltiplicando i cosiddetti “vani” per un coefficiente fisso al fine di ricavare per larga approssimazione la metratura dell’alloggio. Questo sistema ha determinato un enorme contenzioso, anche perché gestito in maniera esageratamente punitiva ed irrispettosa per i cittadini, costretti anche per una semplice informazione a fare ore di fila il solo martedì mattina, e spesso costretti a tornare più volte.

Invece di tartassare chi, bene o male, contribuisce e paga, perché non cominciare una verifica di quante case abusive insistono sul territorio, e far pagare ai furboni le loro quote? Basterebbe usare Google Maps per un controllo visivo del costruito, e beccare questi che, non essendo intestatari di bollette TARI, sono molto probabilmente gli autori dei gesti incivili che tanto ci indignano, noi babbi che paghiamo.

In molti di noi resta però il desiderio di sapere se tutta la spazzatura raccolta in maniera differenziata, che richiede attenzione e cura particolare da parte degli utenti, venga poi smaltita effettivamente in maniera ecologica, e riciclata: conosciamo le condizioni in cui versano le discariche, spesso periodicamente chiuse perché troppo piene, e la cronaca è ricca di episodi di incendi dolosi e di scoperte di discariche abusive. Sappiamo anche che la Sicilia è priva di inceneritori e termovalorizzatori… dove va a finire la Munnizza Sicula? La mandiamo forse all’estero a pagamento invece di riciclarla da noi ricavandone energia? Se ne occupa la mafia in stile Terra dei Fuochi?

Chi sa, parli!

LdNP

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