lunedì, 18 novembre 2019
versi perversi

versi di versi per versi e detti male detti (di Sascia Coron)

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Il popolo unito,

ormai rincoglionito,

soltanto vuol sentire

chi lo farà soffrire.

Al popolo unito

giammai non è servito

d’andare a votare

per farsi poi gabbare.

 

 

La mia vita è un incùbo

perché io non derubo.

 

 

Il potere dà una ebbrezza

da cui non v’è salvezza.

 

 

Del sonno degli ingiusti

ce n’è per tutti i gusti.

 

 

La spazzatura a Roma

è una pesante soma.

 

 

Mi stupisce la velocità con cui si susseguono

gli eventi feroci in un mondo sempre più violento.

Mi indigna la rapidità con cui tali accadimenti

vengono rimossi dalla memoria collettiva degli indignati.

Forse perché apprendiamo le notizie

nel poco spazio superstite fra uno spot pubblicitario e l’altro.

 

 

 

 

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