lunedì, 18 novembre 2019
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VORREMMO CAPIRE PERCHÉ

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D’accordo che ormai quella pioggia che a Modica si definiva assuppa-viddanu, cioè la pioggerellina discreta ma lenta e insistente, che inzuppava appunto il contadino che continuava a lavorare sotto l’acqua, perché quelle gocce non lo infastidivano tanto, anzi addirittura lo rinfrescavano durante il pesante lavoro, quella pioggia tanto benefica per le colture oggi non esiste quasi più.

D’accordo che ormai quando piove diluvia e in mezz’ora si scarica più acqua che in una giornata intera, con quelle bombe d’acqua tanto paventate sia in città che in campagna. Tutto questo è vero, però ugualmente non riusciamo a capire per quale motivo ogni volta che piove, bomba ma anche “bombetta” d’acqua che sia, in città i tombini vengono travolti lasciando così che le strade si trasformino in fiumi in piena. Possibile che dopo essere riusciti ad andare sulla luna non siamo capaci di costruire dei tombini migliori, più adatti alle mutate condizioni atmosferiche? Da che dipende? Dalla struttura o dalla manutenzione? Ce lo chiediamo. Sarebbe gradita una risposta, preferibilmente concreta, cioè la constatazione che in occasione della prossima bomba d’acqua i tombini modicani rimangano eroicamente al proprio posto.

Luisa Montù

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