sabato, 14 dicembre 2019
l'editoriale di Luisa Montù

ROBA DA BULLI

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Quando un governo sente minacciati i propri interessi, economici, espansionistici e via dicendo, pensa di risolvere il problema scatenando una guerra. Forse quel determinato problema lo risolve e poi? Ha ucciso tante persone. No, non quelle che minacciavano il suo interesse, ma la povera gente, quella che non c’entrava nulla e che in realtà non era mai stata una minaccia.

Dicono che ci sono guerre giuste e guerre ingiuste. Ma quali sarebbero quelle giuste? Uccidere non è giusto. Mai.

Dicono che è vergognoso usare armi non convenzionali, mentre quelle convenzionali è onorevole. Ma forse non si uccide comunque? E uccidere non è giusto. Mai.

In questi giorni il popolo curdo viene massacrato dai turchi di Erdogan. Non siamo qui per dissertare sulle ragioni dei curdi e su quelle di Erdogan. C’è chi difende gli uni e chi difende l’altro, anche nel nostro paese che in questo momento in guerra non è. A noi di queste ragioni non importa proprio nulla, perché riteniamo che un uomo, un governo, un popolo, le proprie ragioni debba discuterle, non imporle o dover difendere le proprie con la forza. Perché uccidere non è giusto. Mai.

Da sempre sosteniamo che l’uomo si differenzia dagli animali perché ha (o dovrebbe avere…) un’intelligenza superiore, quella che gli permette di penetrare i meandri della scienza, di proporre stupefacenti teorie filosofiche, di curare sempre più malattie, di produrre opere d’arte di assoluta genialità e bellezza mediante le quali trasmettere al mondo emozioni e sentimenti. E’ vero, tutto questo gli appartiene e ci auguriamo che un giorno sappia usarlo nel modo più opportuno e maturo. Ovvero, sappia usarlo.

Quando sarà cresciuto.

Quando sarà diventato un Uomo.

Oggi non è che un bambino. Un bulletto che vuole prendersi quello che gli piace, gli appartenga o no. Un bulletto che strappa la merendina ai bambini più piccoli o più fragili di lui. Un bulletto che se ne infischia del dolore altrui pur di soddisfare il proprio piacere o la propria vanità. Un bulletto che trova divertente far del male agli altri, a quelli che non hanno la forza di difendersi, divertente anche se inutile, divertente per credersi forte, mentre è solo un vigliacco, un vigliacco che diventa una mammoletta quando si trova davanti a qualcuno più forte di lui.

L’uomo è ancora solo un bambino, ma non un bambino di quelli teneri, dolci, di quelli che non hanno ancora acquisito la malizia, l’egoismo, la cattiveria che purtroppo ci appartiene.

L’uomo è solo un bulletto che non vale nulla, un bulletto che, nonostante tutti gli insegnamenti che gli giungono dalla natura e, a volte, anche da quegli individui che, chissà come, una coscienza l’hanno acquistata, nonostante tutto, non è stato ancora capace di imparare.

Di imparare che la vita deve essere rispettata. Sempre. Perché non è il diritto del potente, ma il diritto di chiunque nasce sotto questo cielo. Un diritto che appartiene al singolo e che solo lui, lui che la possiede, può decidere di sacrificare per un bene che lui, ma solo lui, ritiene superiore.

 

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