venerdì, 15 novembre 2019
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SOFIA RUTA OVVERO IL MARE

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Sofia Ruta, col suo romanzo “Nei Giardini Vaticani le parole diventano segreti”, ha ricevuto, presso la sala conferenze del Caesar Palace Hotel di Giardini Naxos, una segnalazione di merito per la Sezione inediti di narrativa da parte della giuria del concorso internazionale di poesia, prosa e arti figurative “Il Convivio”, organizzato dall’omonima Accademia internazionale presieduta da Angelo Manitta e giunto quest’anno alla sua diciannovesima edizione.

Oggi però non intendiamo parlare del libro, ma vorremmo farvi conoscere Sofia.

Da ragazzina, a differenza di tanti altri suoi coetanei, ama andare a scuola, studiare, imparare, ma, proprio lei, non può continuare gli studi perché i suoi non hanno la possibilità di pagarglieli, così deve cominciare a lavorare. Questo però non porta, come accade a tanti, l’appiattimento della sua personalità, il soffocamento della sua voglia di sapere.

Perché lei possiede quella caratteristica che ha portato all’evoluzione dell’uomo: la curiosità. Lei vuole sapere, e capire, quello che le accade intorno, ma anche quello che era accaduto in passato, perché, da persona intelligente davvero, si rende conto che non si può capire il presente se non si ha consapevolezza del passato.

Apre un salone di parrucchiera, ma non è un salone qualsiasi: lì non s’incontrano signore sfaccendate e superficiali che si lanciano in sciocchi quanto maligni pettegolezzi, lì s’incontrano donne che s’interrogavano sulla vita, sul lavoro, sulla società, sulla politica, sul futuro proprio e dei loro figli. Ma Sofia non è solo una donna intelligente, è anche un’artista, e lo dimostra ogni giorno nel suo lavoro. Lei crea e parla, ma ascolta anche, e tanto, perché la sua anima è proiettata verso gli altri, con amore.

E poi c’è il mare, il mare davanti al quale si rifugia in una sorta di identificazione, perché le onde di tempesta sono le stesse che agitano la sua anima di fronte all’ingiustizia e alla sofferenza del mondo come il suo scintillio è lo stesso che illumina lei davanti alla bellezza, alla musica, alla poesia.

Da anni collabora a questo giornale ed è grata al suo direttore perché è convinta che le abbia insegnato tanto. Sì, le ha insegnato come impostare un articolo perché lei fino a quel momento aveva scritto solo narrativa e poesia, ma il suo insegnamento è finito qui. La sua crescita, costante e continua, la deve esclusivamente a se stessa.

Luisa Montù

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