lunedì, 25 maggio 2020
l'editoriale di Luisa Montù

ANASTASIO HA UCCISO X FACTOR?

Print pagePDF pageEmail page

Anche l’edizione del 2019 di X Factor si è conclusa.

Ci è sembrata molto meno avvincente degli anni passati, eppure i cantanti in gara avevano tutti voci bellissime, molto difficile scegliere.

E’ inevitabile chiedersi quale ne sia il motivo.

La prima cosa che viene da pensare è che l’exploit dello scorso anno di quel magnifico artista (chiamarlo cantante è riduttivo) che è stato Anastasio abbia in qualche modo ucciso questa manifestazione, perché è stato normale da parte di tutti noi cercare, pure quest’anno, una personalità in grado di emergere sugli altri, di colpirci e strabiliarci. Questo diceva il nostro istino, la nostra speranza, il nostro desiderio, ma la ragione ci riportava coi piedi per terra perché ci diceva che era impossibile capitasse davvero. E infatti non è capitato.

D’accordo che un talento come Anastasio non si trova certo dietro ogni angolo, però quest’anno ci è sembrato di notare un maggiore appiattimento fra i concorrenti. Eppure durante le audizioni c’era stato un elemento che aveva colpito particolarmente, anche lui presentatosi con un suo inedito: Michele Sette. Il suo giudice gli aveva preferito qualcun altro, scatenando peraltro le ire di tanti appassionati che si erano espressi, anche duramente, sui social.

Tre giudici su quattro invero quest’anno sono cambiati e, stando a quel che abbiamo potuto ascoltare, le loro scelte non sono state le più adatte per mettere in luce le reali capacità dei ragazzi in gara. La stessa Maionchi quest’anno ci è parsa meno immersa nel suo ruolo, infatti ci chiediamo se siano state le sue scelte a far eliminare Marco Saltari, voce soul meravigliosa che avrebbe meritato, a nostro avviso, quantomeno di arrivare in finale.

Al di là di queste considerazioni, vorremmo però analizzare l’evolversi di vari cantanti emersi in passato da questa manifestazione e ci accorgeremo che molti che si erano presentati con un look artistico personale, nel momento in cui hanno vinto la manifestazione, o comunque hanno ottenuto un piazzamento di prestigio, sono stati fagocitati dalle case discografiche che li hanno, sì, lanciati sul mercato, ma, il più delle volte, spersonalizzandoli. Prendiamo come esempio di quanto stiamo dicendo uno per tutti: Francesca Michelin. Si era presentata alle audizioni scalza cantando una splendida canzone di Janis Joplin e affascinando letteralmente il pubblico. La ritroviamo oggi come una ragazza elegante arrampicata su vertiginosi tacchi a spillo, che canta con una bella voce canzoni che si cancellano presto dalla memoria, una delle tante! Una cantante di successo? Certo. Ma quante come lei? Un esercito che, quando le mode saranno cambiate, verrà dimenticato.

In questa edizione si è presentata alle audizioni una ragazzina in tenuta da calcetto e qualcuno già si aspettava che cantasse una canzone dello Zecchino d’Oro, ma lei, Sofia Tronambene, ha tirato fuori una voce bellissima eseguendo un inedito scritto da lei e ricco di contenuti. Poteva non conquistare il pubblico? Ha vinto infatti l’edizione di X factor di quest’anno, ma la sera della finale sul palco non riuscivamo più a ritrovare la ragazzina che ci aveva stupito con la sua voce e la sua personalità: c’era al suo posto una giovane donna molto truccata e in abito elegante, non era più lei. No, Sofia, resta quella che sei, non farti appiattire nella massa, quella massa che ci mangia tutti quanti!

Eh, sì, Anastasio ha ucciso X factor, l’ha ucciso perché la sua personalità porta con sé una luce artistica che mette in ombra tutto il resto, come si è visto infatti anche quest’anno, quando è intervenuto come ospite e, ancora una volta, ha affascinato tutti quanti.

Gli artisti, quelli veri, non s’incontrano tutti i giorni, ma, se a chi ne ha le potenzialità vengono tarpate le ali per omologarlo alla massa, come saranno ricordati in futuro i nostri giorni? Saranno ricordati, sì, come i giorni del branco, della massa amorfa incapace di lasciare un’impronta. Se persino il gruppo di contestatori, quelli che scendono nelle piazze per protestare, per rivendicare i diritti del popolo, hanno scelto come proprio simbolo la sardina, proprio quell’animale che non esisterebbe senza un branco, come possiamo sperare o illuderci che qualcuno sappia o voglia emergere per lasciare un segno di sé?

Condividi!