lunedì, 25 maggio 2020
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I NOSTRI AUGURI DI NATALE

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Come dovere, dovremmo fare, a questo punto dell’anno, gli auguri di buon Natale a tutti gli amici de La Pagina e non.

Eppure io, se il direttore me lo permette, mi sento di augurare per questo giorno semplicemente un buon risveglio alla realtà.

Sì, perché tutti, indistintamente, abbiamo tirato a campare per tutto l’anno, solo sognando di poter trascorrere un felice Natale insieme ai nostri cari o anche con gli amici più stretti, ma affinché questo accadesse non abbiamo fatto proprio nulla, anzi, altri per noi hanno fatto tanto e non l’abbiamo apprezzato e altri ancora ci hanno mal consigliato e forse anche peggiorato nei nostri infiniti buoni propositi, ripeto, solo sognati.

I sogni diventano realtà di vita, se mettiamo in atto i nostri desideri e i desideri altrui in buoni propositi, ma noi questo non l’abbiamo fatto!

Abbiamo trascorso quest’ultimo anno esattamente come tutti gli altri precedenti, bestemmiando!

Bestemmiando non nel vero senso della parola, intendo, sognando una bella cosa, facendone un’altra a malapena e brutta, e poi incolpare chi, come noi, è rimasto a guardare e a giudicare.

Già, perché noi e gli altri siamo una cosa sola, e può essere brutta per la maggior parte delle volte, come può essere bella ma questa è una cosa  molto rara.

Indiscutibile, perché la bellezza di alcuni di noi sta nel fatto che riusciamo a non dire bugie, a sorridere o a piangere senza vergogna, a chiedere se abbiamo bisogno o a dare un aiuto anche solo morale a chi ha bisogno.

Riusciamo a rallentare le nostre corse quotidiane se vediamo un malcapitato per strada che, per colpa di una buca, cade a terra.

Riusciamo a cercare un amico se non lo sentiamo da tempo e la prima cosa che gli chiediamo è come sta e non dove è stato.

Riusciamo a fermarci a un semaforo che sta diventando rosso, a fare attraversare un vecchietto sulle strisce pedonali, a dare una precedenza senza prenderci obbligatoriamente un diritto stradale che ci spetta, a prevedere gli errori o l’imprudenza di chi invece mentre guida ha la testa altrove.

Riusciamo a non arrabbiarci con chi sgarbatamente scavalca la fila in un ufficio o al supermercato e addirittura gli sorridiamo per il suo gesto, magari ha proprio fretta.

Siamo anche capaci di piangere per una tragedia che colpisce improvvisamente una famiglia, piangere per ogni figlio che muore, per ogni mamma che si perde, per ogni nostro fratello lontano, per i tanti papà umiliati e spogliati della loro dignità, per tutti i giovani giustiziati senza un perché, per i tanti bambini che spesso nascono già malati.

Ci prodighiamo con solidarietà per le tantissime associazioni pubbliche e private per aiutare anche economicamente le tante famiglie disagiate, facciamo collette, aiutiamo a spingere carrozzine dove non ci stanno seduti solamente bambini appena nati ma un mondo di tutte le età e diversamente abili, ci rechiamo nei reparti ospedalieri sostenendo anche solo col sorriso le persone in pena.

Siamo felici di essere definiti angeli ma non lo siamo veramente, perché noi siamo anche l’altra metà che resta, siamo gli assenti!

In sostanza, siamo quelli che all’apparenza ci siamo ma, se ci guardiamo e ci cerchiamo veramente bene, in realtà ci troviamo altrove. E qui, tutti i nostri sogni infranti!

Dimentichiamo che la vita è una ruota che gira e prima o poi toccherà a noi stare nel posto di un altro, e quell’altro ha già patito, ha già pianto, ha già pagato con la sua stessa vita.

Noi guardiamo ma non facciamo nulla perché tutto il peggio non si ripeta.

Noi ignoriamo mentre fingiamo di vederlo negli altri, il dolore umano, quello che ancora non ci ha toccato con mano.

Forse quelle famose e stupide lacrime di coccodrillo di cui tutti parlano sono proprio questo: ignorare le ingiustizie, perché tanto non hanno toccato noi, però farci vedere in lacrime e accusare chiunque tranne noi stessi.

Natale non si aspetta con le mani in mano o semplicemente per ricevere un regalo.

Natale è tutte le volte che con un piccolo gesto o una parola gentile rincuoriamo chi sta soffrendo.

Natale è ogni giorno dell’anno ma non da soli, è tenere stretta la famiglia anche quando è lontana, è abbracciare ogni persona anche solo col pensiero, senza giudicare il suo operato, è sapere che mentre noi dimentichiamo il mondo, un mondo intero e in lutto sta aspettando la resurrezione per abbracciare tutti i suoi cari.

E’ piangere lacrime vere battendoci il petto con un mea culpa!

Abbracciando ad occhi aperti la realtà e lottando per renderla migliore, noi e gli altri, forse, arriveremo a vivere un Natale al giorno migliore.

Nell’attesa, comunque, impariamo a non sentirci uno migliore dell’altro, saremo un buon esempio per i nostri figli e insegneremo loro quello che noi abbiamo dimenticato: che siamo tutti uguali e nelle nostre vene scorre un fiume d’amore e se, invece di pretenderlo, lo doniamo, magari ne riceveremo un po’ per noi.

Buon Natale

Sofia Ruta

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