domenica, 5 luglio 2020
l'editoriale di Luisa Montù

INIZIA IL 2020. SE COMINCIASSIMO A IMPARARE?

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Alcuni sindaci di Comuni italiani hanno aderito alla richiesta delle associazioni ambientaliste di vietare i botti di Capodanno. Il Sindaco di Modica è stato il primo della provincia iblea e questo ci ha fatto piacere. Sinceramente, non ce l’aspettavamo ricordando la sua propensione per le feste di paese un po’ caciarone e rumorose, quindi l’ordinanza arrivata imprevista e imprevedibile ci ha riscaldato il cuore, inorgogliendoci persino, visto che, come si è detto, è stato il primo nella provincia a prendere questa decisione. Ovviamente allo scoccare della mezzanotte di Capodanno i botti ci sono stati, e nemmeno pochi. Si sa, gli italiani non ci riescono proprio a rispettare un qualsiasi provvedimento! Comunque, il fatto stesso che l’ordinanza ci sia stata, ci fa sentire in qualche modo un Comune piuttosto evoluto.

Ricordiamo ancora, dopo la festa di S. Giorgio, le tante rondini morte perché il loro cuoricino aveva ceduto al rumore assordante dei fuochi d’artificio. E chi ha in casa un cane o un gatto sa bene come sia terrorizzato da quei boati per lui ingiustificati e ingiustificabili. Che ne sanno gli animali della stupidità umana? Se i fuochi d’artificio trovano una qualche giustificazione nello spettacolo che offrono, i cosiddetti “botti” non si capisce proprio che godimento alla gente possano dare.

Oggi l’umanità è sempre più confusa. Ha completamente perso di vista il bene e il male, la dignità e il coraggio. Dopo aver fatto strage della natura si sta rivolgendo a se stessa per distruggersi. Forse è giunto il momento di smetterla di pretendere di insegnare cose che non si sanno e cominciare a imparare. A imparare da un mondo pulito e genuino, un mondo non ancora contaminato dal denaro che tutto e tutti corrompe: il mondo degli animali.

Noi usiamo definire “bestia” il crudele, il violento. Quale immenso errore! Crudeltà e violenza negli animali esistono, è vero, ma non sono mai ingiustificate e rivolte contro la propria specie. Quelle sono proprio tipiche dell’uomo!

Nonostante i numerosi programmi televisivi che raccontano e spiegano la vita degli animali, siamo ancora ben lontani dal conoscerli. Bisogna convenire che quelle generazioni che sono cresciute seguendo quei programmi hanno molto migliorato l’atteggiamento nei confronti del mondo animale. Probabilmente non è un caso che oggi esistano associazioni animaliste, eppure i cani continuano ad essere abbandonati in autostrada prima delle vacanze perché considerati ancora un giocattolo, continuano ad essere tenuti alla catena fino a incattivirli per poi sopprimerli senza alcun rimorso se finiscono per rivoltarsi contro il padrone. Siamo noi però che li facciamo diventare così, perché li rendiamo simili a noi.

Ecco, è proprio questo il punto: dovremmo imparare noi a essere simili a loro. Dovremmo imparare dal cane la lealtà, la fedeltà, l’amore. Dovremmo imparare dal lupo la dignità e il coraggio. Dovremmo imparare dal gatto l’indipendenza.

Smettiamola una buona volta di insegnare cose che non conosciamo, di sentirci gli esseri superiori che non siamo, di porci come esempio, perché, se un esempio non deve essere seguito, è proprio quello che proponiamo noi.

In fondo, se ci mettessimo d’impegno a capire gli animali, riusciremmo anche a capire la natura e, poiché ne facciamo parte, magari riusciremmo a capire un po’ anche noi stessi. Se davvero ci riuscissimo, scopriremmo troppe cose che ci farebbero vergognare di quello che siamo diventati, di quanto abbiamo tradito la parte migliore di noi che, in fondo, è proprio quella animale, quella istintiva, che ci spinge a tendere la mano al nostro simile senza chiederci da dove viene e perché, senza l’ostilità che nasce dall’avidità, quella che sola ci può liberare dall’ipocrisia, l’ipocrisia che ci contraddistingue e ci svilisce ponendoci sull’ultimo gradino delle tante specie che popolano questo pianeta. E’ questo l’augurio che vogliamo fare a voi, a noi, per questo 2020 appena nato, in fondo non è altro che un augurio d’impegno a una rinascita.

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