mercoledì, 22 gennaio 2020
lettera al direttore

Lettere al Direttore

Print pagePDF pageEmail page

Anni addietro scrissi al Comune e feci protocollare una lettera in cui dicevo:

“Il 2 gennaio del 2016 ricorre il 65° anniversario del tragico crollo delle case, compresa la strada della Via Scala, Contrada Dente, avvenuto il 2 gennaio 1951, che ha provocato tre vittime: il piccolo Carmelo Candiano nella sua culla alla tenera età di 21 mesi e 5 giorni, la signora Giovanna Salinitro di 57 anni 8 mesi e 19 giorni e il piccolo Giovanni Carpentieri, che cessò di vivere il 12 gennaio, dopo alcuni giorni di sofferenze, di 6 anni 3 mesi e 10 giorni. Per conto mio, queste vittime si potevano evitare se solo le autorità competenti avessero fatto sgombrare dalle loro case gli abitanti del luogo, ma, siccome questo pericolo fu sottovalutato sia dai responsabili dell’ufficio tecnico comunale che dalle autorità che hanno fatto il sopraluogo rilevando quello che era successo alcuni giorni prima. Il ponte esistente è chiamato ponte nuovo Milano-Palermo, perché i cittadini di queste due città, facendo una raccolta di denaro, hanno contribuito per una buona parte alle spese per la ricostruzione sia del ponte che delle case, i lavori sono iniziati dopo poco tempo, con il controllo da parte di tecnici supervisori di queste due città. Ma io dico: un ponte di tale grandezza paragonato ad una persona della stessa età è un colosso, perciò dovrebbe avere una vita più lunga, invece, a causa della trascuratezza e del mancato interessamento dei nostri amministratori locali, che non hanno avuto e non hanno intenzione di curare la manutenzione preventiva di codesta opera. Oggi, a vedere questo ponte che si trova in uno stato pietoso con la carpenteria delle ringhiere con i ferri arrugginiti fuori del cemento screpolato e con una scalinata chiusa da parecchio tempo perché pericolante, che serviva a gli abitanti del luogo che dalla Via Scala potevano recarsi nel Vico Gennaro, e un’altra che dalla Via Scala, salendo, conduce nella Via Occhipinti, anche questa pericolante, però nessuno si prende la briga e la responsabilità di farla sistemare o di chiuderla evitando il pericolo che qualcuno cada giù da un’altezza di circa 15 metri. Ma la protezione civile o i tecnici del nostro Comune non hanno interesse ad azzerare queste anomalie per salvaguardare dai pericoli i cittadini? E quando il professor Nifosì fa da Cicerone e da guida ai forestieri, facendogli girare le viuzze di Modica, le zone barocche e i molti posti caratteristici che solo noi modicani possediamo, ricevuti in eredità dai nostri avi, e fa vedere anche questo ponte che si trova nella situazione che io sto descrivendo, non è una vergogna per tutti i modicani, per il sindaco e per i componenti della nostra amministrazione? Questa mia lettera alcuni giorni fa l’ho fatta protocollare indirizzandola al Signor Sindaco, per poter organizzare per il 2 gennaio di quest’anno una commemorazione per il 65° anniversario del crollo e per non dimenticare le vittime che ci sono state, e con la partecipazione di molti cittadini per ricordare e non dimenticare codesta data e innanzi tutto per risvegliare dal lungo letargo i nostri amministratori i quali sono sordi alle esigenze dei cittadini e a questi problemi. Io, da semplice cittadino, nel mio piccolo forse sono riuscito a smuovere le acque stagnanti a questa amministrazione, anche se questa segnalazione doveva essere fatta da altre persone più importanti di un cittadino qualunque, perché da questo tratto di ponte ne sono passati e ne passano tanti per recarsi all’Ente Liceo Convitto per fare o per partecipare a varie conferenze sia politiche che intellettuali. Però queste persone le anomalie le vedono con un’ottica diversa dal cittadino comune. Il sottoscritto, facendo protocollare questa lettera che rimarrà in archivio come una denuncia, sempre se non verrà cestinata prima. Adesso innanzi tutto ringrazio il Signor Sindaco Ignazio Abbate, anche se Lui è impossibilitato ad essere presente a questo straordinario evento, però si è interessato personalmente e al suo posto ha predisposto di mandare il suo vice con alcuni assessori, il comandante dei vigili urbani    con alcuni suoi subalterni per rendersi conto personalmente loro dello stato di salute di questo ponte. Questi signori hanno avuto la disponibilità di potersi prendere degli impegni per, a breve tempo, far iniziare i lavori per la messa in sicurezza. Anche se in questo giorno non c’è stata nessuna commemorazione, come io speravo. Invece spero che per il 2 gennaio del 2017 l’amministrazione comunale avrà tanto tempo disponibile per poter organizzare il 66° anniversario, con la partecipazione di molti cittadini, anche se ci sono persone nate a  Modica che ignorano persino dove si trova codesto ponte,e che tempo fa ci sia stato il crollo delle case e delle vittime, e nello stesso tempo invitare delle autorità locali e vedere questo ponte con un vestito nuovo e le scalinate messe in sicurezza  funzionanti, con gli abitanti della zona che salgono e scendono senza nessun pericolo. E sarebbe bello mettere in qualche punto del ponte stesso una targa in memoria delle tre vittime.”

Siamo ormai nel 2020 e il 2 gennaio ricorreva il 69° anniversario senza che ci sia stato nessun intervento dall’ufficio manutenzione del comune di Modica, come promesso nel 2016. Sono passati già 4 anni da quella promessa fatta, ma si sa benissimo come sono le promesse che fanno i nostri politici, sono come le bolle di sapone che si sciolgono e scompaiono facilmente.        

Distinti saluti

Giovanni Amore

Voglio di nuovo complimentarmi, come la prima volta, con il signor Aquino, che è riuscito a reclutare la maggior parte di colleghi che il 1° dicembre del 2018 ci eravamo oncontrati dopo 35 anni. Quest’anno abbiamo fatto il bis con la rimpatriata il 7 dicembre, sempre nello stesso ristorante del lungomare di Gela, L’incontro è stato gioioso come la volta precedente, anche se c’e stata l’impossibilità da parte di qualcuno che non ha potuto partecipare per impegni presi precedentemente. Il sottoscritto ringrazia di vero cuore a tutti i colleghi che hanno avuto l’opportunità e la volontà di partecipare a codesto incontro. Sperando, se è possibile, di poterlo ripetere anche l’anno prossimo e poterci rivedere tutti, anche con un anno in più sulle spalle .

Il signor Amore augura a tutti i colleghi e le relative famiglie un felice anno nuovo.

G. A.IMG-20191227-WA0021

Condividi!