mercoledì, 22 gennaio 2020
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L’OSTRICA E LE TELLINE

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Uno pensa di andare a vedere un concerto di Adriana Iozzia, un soprano di notorietà internazionale, e si trova in un fritto misto di esibizioni di studenti dell’Istituto modicano Verga, tenere certamente, ma che hanno sconcertato lo spettatore che si aspettava tutt’altro. Vero, ogni tanto compariva la cantante professionista, ma come se, anziché il vero motivo per cui si era acquistato il biglietto, fosse solo un qualche regalo concesso dalla direzione del teatro. Eppure sulla locandina si parlava di Adriana Iozzia, soprano, accompagnata al pianoforte dal maestro Sergio Carrubba. E basta.

Nella scelta di sconvolgere lo spettacolo in questo modo abbiamo colto una vena di sadismo, sì, sadismo nei confronti di quei ragazzi, pur preparati, volenterosi, promettenti, che si sono trovati crudelmente a confronto non solo con una professionista affermata, ma che professionista! Come si saranno sentiti?  Avranno provato lo stimolo ad impegnarsi sempre di più per riuscire a raggiungerla o saranno stati presi dallo scoramento del confronto? Oggi non possiamo saperlo, ma se fossimo stati i genitori di qualcuno di quei ragazzi, la cosa non ci sarebbe piaciuta per niente.

Nei confronti poi dei due annunciati protagonisti dello spettacolo del 29 dicembre abbiamo avvertito un’assoluta mancanza di rispetto, così come anche nei confronti degli spettatori: quando un spettacolo viene stravolto, lo si annuncia per tempo.

Di tutto questo confessiamo di essere profondamente dispiaciuti. Il piccolo Teatro Donnafugata è un gioiellino incastonato nella vecchia Ragusa, un po’ nascosto, intimo, che dovrebbe accogliere solo spettacoli di qualità eccelsa, per appassionati e intenditori. Lo sappiamo che non è facile, specie nel mondo di oggi rivolto alla massificazione e all’appiattimento di tutto, dalla politica al quotidiano della gente, figuriamoci dell’arte!

Ma passiamo ora ad Adriana Iozzia, il soprano che Modica ha visto crescere nelle proprie strade, la ragazzina che abbiamo conosciuto come dolce, generosa, sempre disponibile verso tutti. La ritroviamo adulta, cantante splendida, ma ugualmente dolce, generosa, disponibile verso tutti. Ne ha dato prova in questa serata, che ha affrontato con garbo e offrendo appieno la bellezza della sua voce, regalandosi con generosità alla sua terra, alla sua gente. Ne ha dato prova accettando col sorriso lo stravolgimento del suo concerto e quindi sottolineando con quel sorriso l’eleganza che la distingue. Eleganza della cantante, sì, ma anche della persona. E’ questa, ne siamo convinti, la vera grandezza. E poi c’è il canto. La sua voce che diventa più ricca e matura di concerto in concerto, si arricchisce di espressioni e modulazioni, s’impadronisce della musica e vi immerge chi ascolta come in un bagno ristoratore nell’acqua di una fonte miracolosa. La sua voce è un dono che Adriana porge a tutti noi, spetta a noi raccoglierlo e con esso illuminare la nostra anima.

Infine una domanda: è proprio necessario illustrare, anzi spiegare, i brani musicali via via eseguiti, persino se ultraconosciuti? La musica si racconta da sé, non ha bisogno di parole, è linguaggio essa stessa, anzi un linguaggio molto più universale, completo e comprensibile di ogni parola, lasciamola libera. E lasciamo libero chi ascolta di accoglierla e capirla!

Luisa Montù80211211_445664136103202_3938674388424982528_n

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