martedì, 26 maggio 2020
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CI STANNO PORTANDO VIA TUTTO

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Così si muore, così muore un ospedale, così moriamo tutti. E già, a piccole dosi, non iniettate ma tolte pezzetto per pezzetto.

Stiamo assistendo inermi alla distruzione di un ospedale che è stato sempre aperto a tutti ma che, ultimamente, infidamente, si sta vedendo morire senza essere aiutato, anzi, massacrato da una burocrazia con dietro tanti spettri, si sta vedendo togliere pezzo dopo pezzo, tutti i reparti, compresi i medici e il personale medico-sanitario che da sempre lo hanno tenuto in vita, che hanno tenuto in vita una grande struttura impegnata per il bene di noi cittadini modicani e di tutte le città vicine e anche di tanti immigrati.

Di tutto questo bene, adesso, a noi poveri cristi, non rimane proprio nulla.

E se prima potevamo contare su noi stessi, adesso non possiamo più contare su nessuno, tranne che, ogni qual volta avremo bisogno di cure mediche o di ricoveri ospedalieri, dovremo per forza allontanarci da casa. Ciò vuol dire andare in provincia di Ragusa, la nostra provincia che, chissà perché, di noi si sta prendendo piano piano tutto. Ha iniziato col tribunale di Modica e sta chiudendo in bellezza col nostro Ospedale Maggiore. Eh sì, perché, se da Modica sparirà davvero il reparto di rianimazione, tutti gli altri possiamo considerarli chiusi e a me dispiace molto non poter contare più sulle nostre forze, sui nostri medici lasciati soli di proposito, su tutti i servizi che già mancano e mancheranno ancora di più, solo perché qualcuno, immotivatamente, ha deciso così.

A me dispiace soprattutto, perché tutti ci lamentiamo ma non facciamo nulla perché ciò non accada,.

Stiamo fermi a guardare e a ingoiare tutto quello che ci viene e non ci viene servito e soprattutto tutto quello che ci viene detto e buttato addosso da un’informazione scorretta.

Spendiamo tanto in viaggi della speranza pur non avendo nulla o ci accontentiamo di saperci ogni giorno più soli e abbandonati da tutti, anzi affogati dai tutti quelli che sperano solo in questo per magnificare i loro propositi.

Però, mi chiedo: se noi adulti, davanti alle nostre stesse malattie e non solo (se ci mettiamo di mezzo anche il lavoro), siamo diventati così apatici e sottomessi e non riusciamo più a lottare neppure per la salute dei nostri figli, dove sono finiti i nostri veri figli? Noi eravamo figli e lottavamo e manifestavamo e scioperavamo per ogni cosa ingiusta. Dove sono adesso i nostri figli? Dove abbiamo sbagliato crescendo? Quali valori abbiamo dimenticato e non abbiamo dato loro? Solo i nostri figli, a questo punto, possono salvare quello che abbiamo costruito insieme e ci possono salvare dall’egoistica cattiveria umana.

Lottate, giovani, e noi vi staremo a fianco, lottate per i vostri diritti, tutti: per il lavoro che dopo tanti anni di sacrifici vi spetta nel vostro paese e non solo nei paesi lontani. Lottate per le strutture sanitarie e per i medici che hanno bisogno di voi, per le istituzioni tutte del vostro e nostro paese, per Modica che si dice patrimonio dell’Unesco, che pullula (o pullulava…) di cultura ma pecca di vanità e di bugie e più che all’Unesco, appartiene ed è vittima della sua stessa provincia, della sua regione e di se stessa. E’ serva, e come tale viene trattata e deve restare. Apparentemente bella ma molto, troppo, assente!

Sofia Ruta 

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